Divieto di spostamenti fra le province, per Positano è il ritorno al lockdown

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Una doccia fredda per Positano, la perla della Costiera amalfitana. Praticamente un paese Covid free, dove il contagio per coronavirus Covid-19 ci ha solo sfiorato, eppure le nuove norme di contenimento ci chiudono di fatto di nuovo dentro. Positano è l’ultimo paese della Costa d’ Amalfi e della provincia di Salerno, tutta la sua vita sociale ed economica si svolge verso Piano di Sorrento e la Penisola sorrentina o anche Castellammare di Stabia, per compere, visite mediche, vita sociale, negozi, amicizie, tutto di tutto insomma, ed è provincia di Napoli . Se l’amministrazione non chiede una deroga per noi è il ritorno a lockdown che non ci meritiamo per come siamo stati finora attenti, rispetto a tutto il resto della Costiera amalfitana Positano, con Praiano, è la più penalizzata

LEGGETE L’ORDINANZA Ordinanza numero 82 Regione Campania

I positanesi, per i contagi che si sono avuti, hanno mostrato spirito di responsabilità. Quindi impedire a loro i movimenti, movimenti che hanno dimostrato di saper fare con prudenza, visti i numeri di contagi sul territorio, è penalizzante oltremodo ed ingiustamente. Si deve tener conto di questo e di realtà come la nostra che viene penalizzata in maniera eccessiva. E’ la politica del tagliare tutto, anche i rami buoni. Bisogna circoscrivere le aree non molti contagi , fare zone rosse, ma il movimento fra province è drastico, è per paesi che vivono simbioticamente con aree di altra provincia è un colpo al cuore. Van limitati i movimenti circoscrivendo le zone rosse , in entrata e uscita, non chi è poi di fatto zona bianca.

Era ormai nell’aria ma ieri mattina è direttamente De Luca a confermarlo: «Da questo venerdì si chiude tutto alle 23 anche in Campania, così come è stato chiesto in Lombardia». Ed a garantire il rispetto delle nuove restrizioni ci saranno un centinaio di soldati che il ministro dell’Interno Lamorgese ieri mattina ha garantito di inviare in un colloquio con il governatore. Mentre infuria lo scontro politico. Non solo per gli attacchi di de Magistris a De Luca quanto per la sciabolata a freddo del ministro Spadafora: «De Luca ha fallito». Sortita che spinge il segretario nazionale dem Zingaretti a invitare il ministro a pensare al dicastero di sua competenza «piuttosto che a dare pagelle ai governatori».
IL PROVVEDIMENTO
Il modello che la Campania vuole applicare è quello della Lombardia, scrive Adolfo Pappalardo su Il Mattino : bloccare tutte le attività non essenziali e la mobilità dalle 24 alle 5 del mattino successivo. «Volevamo partire – spiega il presidente De Luca – dall’ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora. Si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l’onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia». In queste ore gli uffici di palazzo Santa Lucia, quindi, hanno chiesto il via libera al governo.
«Si suggerisce di richiedere al Ministro della Salute di condividere e disporre la sospensione di ogni attività dalle 23 alle 5 del mattino e degli spostamenti dalle 24, a partire dal prossimo fine settimana sull’intero territorio regionale», recita, infatti l’ordinanza emanata stanotte. Misura quella del coprifuoco che vogliono anche i sindaci campani. «Una misura restrittiva, come lo stop a tutte le attività e agli spostamenti dalle 23 alle 5, già adottata dalla Lombardia e da altri paesi europei, riteniamo debba essere adottata anche in Campania, in modo che possa avere un effetto concreto sulla trasmissione del virus. E’ un passo che va sicuramente tentato prima di arrivare a soluzioni estreme», scrive infatti Carlo Marino, presidnete Anci Campania, in una missiva al presidente De Luca.
Sono invece subito valide, perché di competenza regionale, le restrizioni alla mobilità valide sino al 30 ottobre. Nessun coprifuoco, quindi, ma il divieto di spostarsi da provincia a provincia, valido per tutto l’arco della giornata, per evitare i contagi. «Ai cittadini campani è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di residenza o domicilio abituale – recita l’ultima ordinanza – verso altre province della Campania, fatti salvi gli spostamenti connessi ad esigenze, la cui ricorrenza andrà autocertificata sotto personale responsabilità, relative a motivi di salute, lavoro; comprovati motivi di natura familiare; motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali; altri motivi di urgente necessità. E’ in ogni caso consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale».
LA SCUOLA
Capitolo a parte rimane quello delle scuole, chiuse per ogni ordine e grado sino a fine mese. «Autorizziamo da subito progetti speciali per bambini disabili e autistici e da lunedì anche le attività delle elementari. Ovviamente i dirigenti scolastici devono rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano condizioni sicurezza. Si è deciso – spiega ieri mattina De Luca – che il presupposto per riaprire deve essere la garanzia delle condizioni sanitarie e questa è la garanzia che non può essere scaricata sui presidi ma sulle Asl».
Ma sull’apertura delle elementari, in serata, filtra un punto interrogativo perché la riapertura delle attività in presenza «è subordinata – spiega sempre una nota della Regione – a un’ulteriore verifica che sarà svolta nei prossimi giorni sull’andamento dei contagi registrato nel personale scolastico e negli alunni».
LO SCONTRO
Ma la giornata è stata animata anche da un duello tra il ministro dello Sport, il grillino Vincenzo Spadafora e il Pd. «Sono molto preoccupato per la Campania. E’ stato facile farsi pubblicità chiudendo tutto, ma ora il sistema sanitario è sotto pressione, così come quello dei trasporti. Se De Luca ha fallito? Direi proprio di sì», è la sciabolata del ministro a cui risponde subito Fulvio Bonavitacola, il vice di De Luca: «Dichiarazioni volgari e offensive». Ma a difesa del governatore interviene anche il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti: «Spadafora pensi allo sport e non dia pagelle ai presidenti di Regione. Non ne ha titolo. I ministri del governo in questo momento dovrebbero lavorare per la coesione e l’unità del Paese e non perdersi in stupide e provocatorie polemiche».

LEGGETE L’ORDINANZA Ordinanza numero 82 Regione Campania

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