Diaz, Leao e Dalot fanno volare il Milan anche in Europa

Milan-Sparta Praga 3-0

Il Milan batte 3-0 uno Sparta Praga mai in partita e, complice il 2-2 tra Lilla e Celtic, vola in vetta solitaria al girone H di Europa League a punteggio pieno dopo due giornate.

Il Milan ha subito dimenticato il 3-3 di lunedì contro la Roma e, battendo lo Sparta Praga, ha ipotecato il passaggio del turno in Europa League. Grazie al pieno di punti nelle prime due giornate, Pioli è in una posizione di chiaro vantaggio (+5 sul Celtic superato in casa) e giovedì a San Siro riceverà il Lilla, la squadra più forte del gruppo, con l’animo più tranquillo. E pure con due punti di vantaggio sui francesi secondi, ieri fermati sul 2-2 dagli scozzesi. Per una volta decisivo non è stato Ibrahimovic, capocannoniere del campionato e prima di ieri a segno in ogni gara ufficiale: lo svedese ha servito l’assist per l’1-0 di Brahim Diaz, ma ha anche sbagliato un calcio di rigore, quello del possibile raddoppio, prima di restare all’intervallo negli spogliatoi per non sprecare inutili energie. Domenica all’ora di pranzo c’è l’Udinese e alla Dacia Arena per tenersi stretto il primo posto in Serie A Zlatan serve al top. In sua assenza, nella ripresa, ci ha pensato Leão a chiudere il discorso tre punti e Dalot ha completato l’opera con il tris che ha condannato i cechi, primi nel loro campionato, al secondo ko di fila in Europa.

MAGO PIOLI. Fin dalla vigilia era chiaro che Kotal non avesse la qualità per poter impensierire questo Milan che è in grande fiducia (23 risultati utili consecutivi nel post lockdown: 18 vittorie e 5 pareggi), che segna tanto (12 partite di fila con almeno due reti; 11 marcatori diversi nei 10 match ufficiali del 2020-21) e che gioca a memoria anche quando cambia gli interpreti. Ieri Pioli ha fatto un po’ di turn over lasciando a riposo tutta la sfida Hernandez, Calhanoglu e Saelemaekers, ma limitando al minimo indispensabile anche l’utilizzo di Kessie, Leão e Ibra. Nonostante ciò, molte delle seconde linee hanno impressionato, a iniziare da Dalot che ha mostrato perché Mourinho nel 2018 lo ha pagato 22 milioni di euro: gol e assist con la “trivela” presa in prestito dal connazionale Quaresma che a San Siro con la maglia dell’Inter non ha mai brillato. Pure Tonali è parso in crescita e poi Brahim Diaz: lo spagnolo tutto pepe prova in continuazione la giocata e segna. Bravi, dunque, i singoli, ma la sensazione è che Pioli, da marzo in poi, trasformi in oro tutto quello che tocca. Il fatto che, neppure 72 ore dopo, abbia dimenticato il 3-3 con i giallorossi con un successo netto e squillante è sicuramente un tonico in vista dell’insidiosa trasferta di Udine nella quale mancherà ancora un certo Gigio Donnarumma. Ieri il “problema portiere” che era emerso contro gli uomini di Fonseca non si è riproposto perché i cechi non hanno mai tirato in porta e Tatarusanu è stato spettatore. Magari gli avrà fatto bene al morale non incassare reti, cosa che per il numero 99 nel 2020-21 è quasi una consuetudine.

I TRE 1999. La vittoria del Milan è stata più netta di quello che dice il 3-0 finale. Con più ferocia e una maggiore precisione sottoporta i rossoneri avrebbero potuto dilagare e invece Leão (prima di segnare il 2-0) e Castillejo davanti al portiere avversario hanno latitato. Poco male perché lo Sparta, che ha abbandonato la difesa a tre utilizzata di solito in campionato per puntare su un 4-1-4-1 che in fase di possesso diventava un timido 4-3-3, è stato una specie di sparring partner. Non ha neppure provato a far male ai padroni di casa che, a parte la chioccia Ibrahimovic, hanno messo in mostra tanti giovani interessanti tra i quali i tre marcatoti, Brahim Diaz, Leão e Dalot, tutti nati nel 1999. La sensazione è che… Mago Pioli abbia ancora molti numeri di successo nel suo cilindro e che il bello, per il Diavolo, debba ancora venire.
fonte:corrieredellosport

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