Decreto Ristori: bonus per bar, ristoranti e privati, cassa integrazione prolungata

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Decreto Ristori: bonus per bar, ristoranti e privati, cassa integrazione prolungata. Nelle stesse ore del confronto sul Dpcm, abbiamo lavorato per far arrivare risorse immediate alle categorie penalizzate, che stiamo incontrando oggi a Palazzo Chigi. Alle ore 15 in CdM approveremo il Decreto Ristori con indennizzi e risarcimenti in tempi certi e rapidi, ha scritto il premier Giuseppe Conte sulla sua pagina Facebook.

Un nuovo pacchetto di aiuti da 4-5 miliardi, tutti finanziati recuperando risorse inutilizzate in bilancio. Il governo si appresta a varare un nuovo provvedimento di emergenza, il “decreto ristori“, per dare un contributo economico immediato ai settori di nuovo costretti a chiudere, o quasi, per contenere il dilagare dalla pandemia di coronavirus. Indennizzo che potrebbe raddoppiare, rispetto a quanto già ricevuto in estate dopo il lockdown, per chi dovrà tenere la serranda abbassata h24. Nel Consiglio dei ministri, programmato per le ore 15, si discuterà ancora sulle categorie che avranno diritto al contributo a fondo perduto: dai taxi al settore turistico-alberghiero, per esempio, che sono toccati solo indirettamente dalle nuove chiusure. “Abbiamo lavorato per far arrivare risorse in tempi record alle categorie penalizzate”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con le categorie più colpite. “Siamo pienamente consapevoli delle vostre difficoltà”, ha assicurato poi il presidente del Consiglio.

I ristori a fondo perduto saranno il “pezzo forte” del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri del pomeriggio e arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre“, ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il nuovo intervento a fondo perduto avrà un funzionamento legato al meccanismo già utilizzato con il decreto Rilancio, il mese di aprile resterà il punto di riferimento: “Per alcuni settori il coefficiente sarà 1, per i ristoranti 1,5” per altri settori potrà arrivare a 2 (quindi ristoro doppio rispetto a quanto già ricevuto). Nel decreto ci saranno anche “sostegni specifici per turismo e somministrazione“, cioè bar, ristoranti, pub, ha spiegato Gualtieri. I ristoranti quindi riceveranno un indennizzo del 50% superiore rispetto a quello di aprile, quando avevano le serrande abbassate per tutto il giorno.

Il decreto legge sarà finalizzato dopo gli incontri con Confcommercio (presenti Carlo Sangalli e Enrico Stoppani di Fipe), Confesercenti (con Patrizia De Luise), Cna (con Daniele Vaccarino), Casartigiani (con Nicola Molfese) e Confartigianato (con Cesare Fumagalli). Ad introdurre gli incontri è il premier Conte, mentre gli indennizzi, nei particolari anche tecnici, sono illustrati da Gualtieri e del titolare del Mise, Stefano Patuanelli.

I ristori: tetto a 150mila euro – La nuova tranche di ristori vale circa 2 miliardi per circa 350mila imprese (nella prima tranche le domande hanno superato i 2 milioni e sono stati erogati circa 6 miliardi e mezzo a fondo perduto): i ristori saranno automatici per chi ha già fatto domanda, con bonifici sul conto corrente che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe erogare già entro metà novembre. Chi poteva ma non l’ha chiesto, o chi superava il limite di 5 milioni di fatturato, dovrà presentare apposita domanda. Due le differenze principali: gli aiuti non saranno appunto limitati solo alle imprese con meno di 5 milioni di fatturato e gli importi saranno più alti rispetto alla precedente tornata, che li limitava per esempio al 20% del calo subito per chi nel 2019 abbia avuto ricavi sotto i 400mila euro e 10% in caso di ricavi 2019 fino a 5 milioni. In base ai codici ateco – e al ‘grado di chiusura’ – si otterrà un indennizzo come minimo della stessa entità di quello già ricevuto in estate grazie al decreto Rilancio, con percentuali che andrebbero dal 100% di quanto già avuto fino al doppio, al 200%, per chi dovrà chiudere h24, come palestre e centri termali. Il nuovo tetto massimo dovrebbe essere fissato a 150mila euro.

Le categorie beneficiarie – Nell’elenco ci saranno sicuramente bar, pasticcerie, ristoranti costretti a chiudere alle 18, ma anche cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, centri sportivi, piscine. Sono tutte quelle categorie che devono chiudere alle 18 o tenere del tutto le serrande abbassate. Ma le maglie potrebbero allargarsi ad altri settori: la questione è ancora sul tavolo, perché è difficile stabilire un criterio per decidere quali categorie non oggetto di chiusura o divieti hanno diritto agli indennizzi e quali no. Si stanno valutando, appunto, anche gli alberghi e le strutture turistiche, così come i tassisti. Intanto verrà allargata la platea dei lavoratori che hanno diritto agli aiuti: una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismospettacolo e lavoratori dello sport, che dovrebbe essere di 800-1000 euro.

La rata Imu e il credito d’imposta sugli affitti – Per le imprese ci sarà anche un nuovo credito d’imposta sugli affitti per i mesi di ottobre e novembre e cancellazione della seconda rata dell’Imu del 16 dicembre. Anche in questo caso lo stralcio della rata Imu dovrebbe riguardare sia chi chiude tutto il giorno sia chi ha orari di apertura ridotti. Chi paga un affitto avrà invece un credito d’imposta, cioè uno sconto sulle tasse future, pari a tre mensilità. Il credito potrà essere anche girato al proprietario del locale e quindi scontato dal canone d’affitto.

La proroga della Cig e il Rem – Nel decreto ci sarà la proroga della Cassa integrazione a carico dello Stato per altre 6 settimane fino a fine anno. La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha assicurato che si arriverà a 18 settimane totali di proroga, ma per il resto delle settimane bisognerà aspettare la manovra o un altro provvedimento. Infine sarà finanziata una ulteriore mensilità del reddito di emergenza per le famiglie che non avranno accesso a nessuna di queste misure. L’aiuto può arrivare fino a 800 euro, a seconda di quante persone ci sono in famiglia.

Fonte Il Fatto Quotidiano 

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