De Luca sotto tiro, scatta l’inchiesta della Procura di Salerno

Scatta l’inchiesta dalla Procura di Salerno in seguito alle rivolte che hanno portato i protestanti ad un pericoloso tentativo di avvicinamento presso la dimora del Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. La Questura ha acquisito i video grazie agli agenti della Digos, ed è stato aperto un fascicolo per identificare i giovani che lo scorso fine settimana avrebbero messo a soqquadro le vie adiacenti la casa di De Luca. Ecco tutti i dettagli nell’articolo di Salvatore De Napoli per La Città di Salerno.

L’ala “dura” della protesta è comunque cosa ben diversa da coloro che manifestavano in piazza Amendola per chiedere il ritiro del Dpcm del Governo e dell’ordinanza della Regione. Da queste persone, domenica sera, un gruppo si è staccato ed ha formato un corteo lungo il centro storico, fino a piazza Portanova. Alcune decine di giovani, però, si è diretto verso via dei Principati e svoltando a sinistra è passato per piazza XXIV Maggio e piazza San Francesco: lungo la strada altre persone si sono aggiunte, sempre di giovanissima età. Il gruppo formato da una sessantina di persone è arrivato all’incrocio semaforico di via del Carmine, via Paolo De Granita e via Marino Paglia. Più ci si avvicinava a piazza Pasquale Naddeo e più gli animi si eccitavano. Ma proprio nella piazza centrale del quartiere Carmine c’è stato il primo blocco di polizia, con mezzi autoprotetti e agenti della “celere” in tenuta antisommossa. Una ventina di ragazzi ha cercato di aggirare gli agenti salendo per via Francesco Galdo, verso la sede Inps, e arrivare a via Lanzalone e da qui all’abitazione del governatore. Ma in via Lanzalone, come in via Manganario nella parte superiore e a largo Sinno in quella inferiore, c’erano presidi dei carabinieri, della polizia municipale e dei “baschi verdi” della Guardia di Finanza. Visto che ogni strada per avvicinarsi alla casa di De Luca era praticamente impossibile, il gruppo è tornato indietro, e alcuni hanno lanciato per strada i bidoni delle immondizia, quelli usati per l’umido.

È bastato, però, che uno dei furgoni autoprotetti, quelli comunemente chiamati “blindati”, con i lampeggianti e le sirene attivati e un gruppo di agenti del Reparto mobile avanzassero lungo via del Carmine che i più facinorosi si sono dileguati. A questo gruppo sarebbe riconducibile anche l’esplosione di un grosso petardo che ha svegliato di soprassalto i residenti. Disperse le persone si sono visti alcuni poi aggirarsi in zona come se attendessero che le forze di polizie si allontanassero per dare il via a un assalto all’area.

Dalle prime informazioni il gruppo arrivato in via del Carmine era composto da giovanissimi, molti ventenni, e solo qualcuno un po’ più grande che pare desse disposizioni su come muoversi. Incappucciati, la loro intenzione era quello di creare caos. Un elemento preoccupante perché si temono infiltrazioni di violenti nelle manifestazioni.

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