Covid in Campania Ospedali verso esaurimento posti . Rinviate anche analisi e ricoveri per altre patologie , oggi pure al Ceinge a Napoli

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Crescono i malati e aumenta sempre più la pressione sulla rete ospedaliera Covid in Campania: posti letto liberi col contagocce e unità di Rianimazione che iniziano a subire il contraccolpo dell’aumento esponenziale dei casi di infezione da Coronavirus Covid – 19 .  Ci sono grossi problemi per la sanità e non solo per il Covid. Questa mattina da Sorrento persone con patologie gravi dovevano farsi le analisi al centro specializzato Ceinge , ma il viaggio è stato inutile causa Covid , a quanto riferito. Insomma la confusione è altissima .  Il quotidiano Il Mattino fa questo punto della situazione sull’online . Il cruscotto dei posti letto realizzato dall’unità di crisi indica in 30 quelli di rianimazione ancora disponibili e 41 quelli ricettivi in degenza ma il sovraccarico resta sia sul 118 sia nei pronto soccorso ordinari con decine di pazienti in attesa di trasferimento. Insomma il sistema regge ma siamo al filo degli argini del fiume. Uno scenario in cui sono febbrili e le azioni messe in campo dai manager di Asl e ospedali per rispondere alla sollecitazione dell’unità di crisi che da giorni chiede di attivare immediatamente tutti i posti programmati in questa nuova fase e passare dai 977 posti previsti a luglio ai 1.651 identificati ora.

Al Cotugno i posti residui disponibili si contano sulle dita di una sola mano nonostante il turn over dei guariti con 15 dimissioni ieri. Da 144 posti il polo infettivologico napoletano è arrivato a quota 220. Il manager Maurizio di Mauro, nonostante abbia saputo di essere positivo, ha ieri continuato a lavorare da casa completando tutte le fasi riorganizzative previste. Messi in piedi in poche ore accorpamenti, allestimenti e attrezzature compresi i turni di medici e infermieri attingendo alle forze di Monaldi e Cto dove si sono intanto fermate le attività di ricovero non urgenti. Mancano all’appello solo due reparti di rianimazione del Monaldi (24 posti) che saranno devoluti alle cure Covid a mano a mano che proseguiranno le dimissioni dei pazienti ricoverati in quelle unità. Scenario simile anche al Policlinico Federico II dove nonostante l’offerta di posti sia stata raddoppiata nel week end (passando da dieci a 20) restano solo due unità libere dopo l’arrivo ieri di due pazienti, uno dal Fatebenefratelli e l’altro dal San Giovanni Bosco. Altri quattro hanno varcato la soglia dello stesso reparto la notte precedente, tre trasferiti dal pronto soccorso del Cotugno ed uno ancora dal Fatebenefratelli. Si tratta di giovani, anziani, malati di mezza età, alcuni intubati, altri sottoposti a cure con maschere a ossigeno ad alti flussi ma tutti in condizioni di media e severa gravità clinica. Solo due in condizioni di essere trasferiti appena vi sarà posto: un professionista di mezza età che ha superato una seria polmonite bilaterale e un ottantenne, leucemico arrivato con grave insufficienza respiratoria che dopo una settimana di cure intensive sta meglio ed è trasferibile.

Più complessa la situazione all’Ospedale del mare: qui da domani alle 14 viene attivato il Covid-albergo e scatta anche la completa riorganizzazione dell’unità Covid modulare destinata alle sole rianimazioni. Nel plesso ospedaliero principale, finora Covid free, sono attivati ad horas 40 posti letto di degenza ordinaria e otto di sub-intensiva impegnando i locali del Day Surgery la cui attività ordinaria è sospesa. Altre dieci unità sono ricavate nei locali già destinati ad Unità Spinale ed attualmente occupati dall’Ematologia a sua volta dirottata in Medicina di urgenza e negli spazi della Psichiatria che viene quindi accorpata. Nel Covid Unit modulare sono 72 posti di Rianimazione da attivare: ne partono 16 subiti (dieci più di oggi) e si procede per tappe parallelamente ai reclutamenti del personale.

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Anche a Napoli nord i posti liberi di Boscotrecase sono risicati: solo due di terapia intensiva mentre da stamattina partono 30 nuove unità al Maresca per dare ossigeno alla rete. Tutto esaurito invece al Covid di Scafati (Asl di Salerno) e in affanno anche Maddaloni dove pur mettendo in atto un intenso turnover giornaliero con l’utilizzo del Covid resort di Teano si registra il tutto esaurito. Da oggi dovrebbe aprire i battenti Santa Maria Capua con una trentina di nuovi posti tra degenza e sub intensiva. A Benevento l’ospedale che finora ha funzionato da serbatoio delle altre province sfiora la capienza. Infine c’è Avellino: al Moscati sono 45 i malati ricoverati, 39 al Covid Hospital e sei nell’Unità di Malattie Infettive del plesso Città ospedaliera. Tre sono in terapia intensiva. Ci sono ancora sette posti disponibili di rianimazione e 12 di degenza. La direzione strategica sta lavorando per raggiungere il numero di 103 fissato dall’Unità di crisi ma il Covid Hospital è tarato per massimo 52. L’ipotesi è impegnare un plesso annesso al Landolfi di Solofra ma non c’è nulla di definito. Lavori in corso ad Ariano Irpino dove è prevista l’attivazione di 58 posti letto Covid (13 di intensiva, 15 di Subintensiva e 30 di Medicina). Qui da oggi sono attive sette nuove unità di Rianimzione che raddoppiano a partire dal primo novembre con la nuova Area covid che ospiterà anche dieci posti di subintensiva e 16 di Medicina. In corso infine la conversione di Medicina Interna con altri 12 posti. A Sant’Angelo dei Lombardi infine, dal 23 ottobre, ci saranno sei posti per malati critici.

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