Costa d’Amalfi: sequestro respinto per l’Hotel Club Due Torri di Maiori. La Procura presenta appello

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Costiera amalfitana. Il Mattino riporta un nuovo articolo sulla questione dell’Hotel Club Due Torri di Maiori. Il sequestro è della fine dello scorso settembre ma la procura ha presentato appello perché quella piscina, realizzata al di sopra di un edificio, è stata ritenuta dal gip Francesco Guerra l’unico elemento abusivo che possa creare pericolo. Eppure l’opera, precisa sempre il gip, è stata realizzata «in zona sismica e in violazione della normativa di riferimento e che essa, per sua conformazione (di contenitore di acqua) e collocazione (sul terrazzo dell’edificio), va inevitabilmente ad aggravare i carichi dell’intero stabile (stabile peraltro per il quale non risultato depositati i prescritti calcoli al genio civile)».

Insomma, basta svuotarla per non creare carichi eccessivi e danno all’edificio per il quale, il giudice per le indagini preliminari, ha respinto la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla procura. L’edificio in questione è l’Hotel Club Due Torri di Maiori: nove piani, di cui uno a livello strada, e per il quale non risulterebbero esserci titoli abilitativi originari e sottoposto a diversi lavori abusivi per i quali sono state avanzate ben quattro richieste di condono. Insomma, un’opera ritenuta abusiva dalla procura di Salerno che ha iscritto nel registro degli indagati quindici persone tra imprenditori, tecnici e costruttori.

La piscina, secondo l’accusa, sarebbe dunque stata realizzata su un immobile già oggetto di pregressi interventi abusivi mai sanati, come lo stesso terrazzo sul quale è stata realizzata la piscina, e mai accatastato al Nuovo Catasto Edilizio Urbano che si occupa della mappatura del territorio italiano. Insomma, abusi su abusi che avvengono – secondo la procura – in una zona considerata satura ai fini urbanistici tanto che il Piano regolatore generale del Comune vieta qualsiasi utilizzazione di spazi liberi se non per la realizzazione di parcheggi privati da assoggettare alla normativa vincolistica. Quella stessa zona, del resto, rientrerebbe sotto la tutela del parco dei Monti Lattari.

Ma soprattutto, secondo la procura, ci sarebbero richieste di autorizzazioni poco dettagliate e incomplete, titoli abilitati illegittimi, mancate dichiarazioni, mancati collaudi. Insomma, situazioni urbanistiche pregresse che, però, non sarebbero state considerate valide dal gip che definisce «sproporzionata» la richiesta di sequestro dell’hotel da parte della procura. Una decisione che fa discutere anche sul territorio, mai come quest’anno martoriato da crolli ed eventi disastrosi: la Costiera martoriata che cade a pezzi e che già in passato è balzata agli onori della cronaca per episodi disastrosi che hanno causato danni anche alle persone.

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