Corruzione, archiviazione per D’Onofrio: il processo interessava anche Sorrento

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Corruzione, archiviazione per D’Onofrio: il processo interessava anche Sorrento. Il gip di Roma ha archiviato il procedimento penale per corruzione e concussione dei pm napoletani Cimmarotta e Woodcock, poi passato per competenza ai colleghi romani, nei confronti del procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio (difeso dall’avvocato Mario Terracciano), magistrato che ha anche dato il suo contributo alla lotta alla camorra nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il giudice ha in sostanza accolto la richiesta del pm che ha ereditato l’indagine e che aveva sottoposto il procuratore aggiunto di Avellino a un fitto interrogatorio durante il quale D’Onofrio aveva fornito tutti i chiarimenti sulla vicenda. La stessa inchiesta ha coinvolto anche un altro magistrato napoletano, Andrea Nocera, che presentò le dimissioni, proprio a causa di questo procedimento, dall’incarico di capo degli ispettori del Ministero della Giustizia.

L’attività investigativa vide coinvolti anche l’ex senatore Salvatore Lauro (armatore dell’Alilauro) e l’armatore Salvatore Di Leva. A far scattare l’indagine furono proprio le conversazioni intercettate attraverso un captatore informatico installato sul cellulare di quest’ultimo. La vicenda, infatti, sarebbe emersa da una conversazione captata dal telefono cellulare dall’armatore (socio di Salvatore Lauro, in quanto amministratore della società Alilauro Gruson) sul quale è stato inoculato dagli investigatori un virus captatore. Una conversazione risalente all’aprile del 2019 nel cantiere navale di Di Leva, a cui avrebbero partecipato il magistrato Nocera, Salvatore Lauro e il commercialista del gruppo, Alessandro Gerlomini, quest’ultimo già coinvolto nell’ambito di un altro procedimento giudiziario. Il magistrato venne accusato di avere usato la sua posizione per ottenere biglietti gratis per una partita del Napoli a Torino con la Juventus, disputata il 19 settembre 2018, e la riparazione, sempre gratis, di una barca non di sua proprietà utilizzata per delle gite nel Golfo. Il nome di D’Onofrio, comparso in un secondo momento, secondo l’accusa avrebbe fatto pressioni per ottenere la riparazione di una barca. Oggi l’archiviazione del procedimento proprio a suo carico.

Fonte Metropolis

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