Cava de’ Tirreni. Inquilini abusivi, iniziano gli sfratti

Cava de’ Tirreni. Inquilini abusivi, iniziano gli sfratti. La Corte di Cassazione conferma che una donna dovrà lasciare l’abitazione pubblica. Comune a caccia degli altri irregolari

Dovrà abbandonare l’alloggio popolare in cui abita perché non avente diritto: è quanto disposto dalla Corte di Cassazione nei confronti di una donna cavese (T.S. le sue iniziali) che aveva impugnato un’ordinanza di sgombero da parte del Comune. Il braccio di ferro in tribunale è concluso. La Suprema Corte ha emeso il suo verdetto.

Quanto disposto dai giudici all’esito di una lunga battaglia legale che ha visto contrapporsi una cittadina residente in un alloggio popolare (messo a disposizione degli ex terremotati, sfollati dai campi prefabbricati) e il Comune stesso. All’esito di una serie di accertamenti condotti dai carabinieri della Tenenza, infatti, era emerso che la donna risiedeva nell’appartamento comunale pur non avendone diritto. Avviate le indagini, sono arrivati anche i riscontri. Sospetti svaniti, l’irregolarità c’era. Ed era anche evidente.

L’appartamento in questione, infatti, era stato originariamente concesso in locazione al padre della donna e la stessa – al momento della sottoscrizione del contratto, nel marzo del 1989 – non era parte del nucleo familiare. Alla morte di entrambi i genitori (il padre nel novembre del 1989, e la madre nel 2004) a partire dal 2005 la donna occupò, sine titulo, l’immobile senza mai diventare regolarmente parte del contratto di locazione.

Da qui agli accertamenti condotti dai carabinieri che hanno portato all’ordinanza di sgombero e al successivo ricorso della donna. Tuttavia, dopo una lunga battaglia legale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato la donna al pagamento delle spese di lite concedendo di fatto al Comune di procedere, appena ritenuto opportuno, alla disposizione dello sgombero.

L’occupazione abusiva trattata a Roma dai giudici ermellini non rappresenta affatto una novità nella gestione dei patrimonio immobiliari pubblici. La vicenda si inserisce nel più ampio scenario che vede i Carabinieri della Tenenza di via Atenolfi impegnati ormai da anni in una attenta indagine volta a “stanare” quanti sono stati destinatari di alloggi popolari post-terremoto pur non avendone diritto. Dal 2013 ad oggi, infatti, sono stati oltre trenta i casi di alloggi popolari, prima assegnati e poi tornati nelle disponibilità dell’Ente che ha scoperto gli illeciti di occupanti i prefabbricati che nell’atto della domanda di assegnazione degli alloggi in muratura, avevano barato e di altri, invece, che dai controlli incrociati erano risultati titolari di depositi bancari o postali oltre che di case fuori comune, intestati ai figli, tra l’altro appartenenti allo stesso nucleo familiare. E non è escluso che qualche altro illecito venga fuori dai controlli che continuano senza sosta.

Fonte La Città di Salerno

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