Cava de’ Tirreni, convento ufficialmente chiuso. Adesso si teme l’abbandono

Cava de’ Tirreni. Il pericolo è l’abbandono del convento di San Felice da Cantalice. E si pensano soluzioni per evitarlo. Dopo il commiato dei tre frati minori che hanno celebrato l’ultima santa messa domenica scorsa, si attende di sapere cosa ne sarà dell’antica struttura che svetta sulla valle metelliana. A decidere la chiusura dello storico complesso religioso è, come riporta l’articolo della Città di Salerno, lo stato l’Ordine dei Frati Minori della Provincia Salerno-Basilicata.

L’ipotesi di cui più si parla in città è quella di affidare la gestione del complesso religioso a un’associazione di volontariato che possa prendersi cura degli ambienti, dei giardini e dei locali del convento che in più di un’occasione sono stati teatro di attività e manifestazioni di solidarietà e accoglienza. Questa, al momento, è l’unica soluzione paventata e l’ipotesi è già al vaglio dell’Ordine che – da quanto si apprende – non sembra intenzionato a mettere in vendita l’immobile.

C’è, poi, il nodo della secolare chiesa di Santa Croce, nell’omonima località al confine tra Cava de’ Tirreni e Salerno. Anch’essa gestita fino a qualche giorno fa dai frati cappuccini di San Felice da Cantalice. La parrocchia ora ritorna nelle competenze della diocesi Amalfi-Cava e – come ha confermato anche il vescovo Orazio Soricelli – i fedeli verranno affidati alle cure pastorali di don Mario Luciano , sacerdote cavese, che domenica 11 ottobre celebrerà la prima santa messa. L’altro ieri, invece, si sono celebrate le ultime messe sia al convento di San Felice da Cantalice sia alla parrocchia di Santa Croce al termine delle quali entrambe le comunità hanno salutato i frati cappuccini che per circa 35 anni si sono presi cura della parrocchia.

A quanto si apprende, infatti, gli ultimi tre frati rimasti presso la struttura conventuale di San Felice da Cantalice padre Antonio, padre Pietro e padre Carmine – sono stati trasferiti a seguito della mancata nomina da parte dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia Salerno-Basilicata di un nuovo guardiano ed in prospettiva dell’unione dei due ordini provinciali, quello di Napoli e quello di Salerno-Basilicata. Una notizia che ha destato non poco sconcerto tra i fedeli e i cittadini cavesi affezionati ai tre cappuccini e partecipi delle numerose attività del convento di San Felice e della parrocchia di Santa Croce, notoriamente riconosciuti come luoghi di aggregazione e di preghiera ed intorno ai quali si è creata negli anni una numerosa comunità di devoti.

Una comunità che si è stretta intorno ai frati anche durante il doloroso lockdown degli scorsi mesi, rincuorata dalle dirette sui social in occasione della Santa Messa domenicale e le celebrazioni della Santa Pasqua. Dal novembre 2013 il Convento è stato anche casa di postulato della Collaborazione Interprovinciale Formazione Italia Sud, accogliendo otto giovani che hanno ufficialmente iniziato il cammino di formazione ricevendo il Tau e le Fonti Francescane, come segni di appartenenza all’Ordine e atto ufficiale del loro cammino.

Un cammino che i giovani, negli scorsi mesi, sono stati destinati a concludere presso le altre sedi della Cifis, mostrando i primi segnali di cambiamento nell’andamento delle attività del Convento. In attesa dunque dell’affidamento in gestione del convento di San Felice, ora rimasto vuoto, è stato garantito ai fedeli che sarà celebrata come sempre la messa domenicale in un orario da indicare. Mentre a Santa Croce le attività parrocchiali e le celebrazioni dovrebbero riprendere regolarmente da domenica.

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