Cava de’ Tirreni, convento pronto a chiudere: l’addio agli ultimi tre frati cappuccini

Un cambiamento drastico al Convento di San Felice da Cantalice, che ha colto alla sprovvista tutti i cittadini affezionati ai tre padri

Convento di San Felice da Cantalice verso la chiusura: sono previste per oggi le ultime celebrazioni prima che i frati cappuccini, a partire da domani, lascino la città per nuove destinazioni. Lo scrive Giuseppe Ferrara per La Città di Salerno

A quanto si apprende, infatti, gli ultimi tre frati rimasti presso la struttura conventuale – padre Antonio, padre Pietro e padre Carmine – saranno trasferiti. La decisione sembra sia stata maturata a seguito della mancata nomina da parte dell’Ordine dei Frati minori della Provincia Basilicata – Salerno di un nuovo guardiano ed in prospettiva dell’Unione dei due ordini provinciali, quello di Napoli e quello di Salerno – Basilicata. Una notizia che ha sorpreso i fedeli e i cittadini cavesi affezionati ai frati cappuccini e partecipi delle numerose attività del convento, intorno al quale si è creata negli anni una numerosa comunità di devoti.

Dal novembre 2013 il Convento è stato anche casa di postulato della collaborazione Cifis, la Collaborazione Interprovinciale Formazione Italia Sud. Una destinazione che aveva dato nuova linfa alle attività conventuali. Nel novembre del 2019 la Fraternità del Postulato Interprovinciale Cifis di Cava de’ Tirreni ha accolto otto giovani che hanno ufficialmente iniziato il cammino di formazione ricevendo il Tau e le Fonti Francescane, come segni di appartenenza all’Ordine e atto ufficiale del loro cammino.

Un cammino che i giovani negli scorsi mesi sono stati destinati a concludere presso le altre sedi della Cifis, mostrando i primi segnali di cambiamento nell’andamento delle attività del Convento. La prima pietra del Convento fu posata il 16 Aprile 1566. Nel 1567 venne deciso che i Conventi di Cava e di San Severino fossero uniti a Napoli. Dopo la soppressione, il monastero fu oggetto di diversi passaggi di proprietà e tra acquisti e vendite venne restituito ai Frati Cappuccini e riaprì definitivamente il 19 Marzo 1819. Il convento fu nuovamente soppresso nel 1866 fino al settembre del 1912, quando fu affidato, prima in fitto e poi con un contratto di compravendita, ai Cappuccini della Provincia Basilicata – Salerno. Entrati finalmente in possesso del Convento, i Frati Cappuccini lo destinarono a Seminario Serafico e con l’aumentare delle vocazioni fu necessario ampliare i locali, cosa che avvenne nel 1957. Ad oggi, però, non sembra certo il futuro del Convento sebbene sia stato garantito ai fedeli che sarà celebrata come sempre la messa domenicale in un orario da indicare. Resta lo smarrimento e il magone della comunità di devoti che fra le mura del Convento ha sempre trovato pace e conforto spirituale.

Giuseppe Ferrara, La Città di Salerno

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