Cava de’ Tirreni. Caso Manzo, mistero sulla perizia

Cava de’ Tirreni. Caso Manzo, mistero sulla perizia. La nomina degli specialisti non è stata ancora decisa: «Arianna senza aiuti»

I genitori di Arianna Manzo sono ancora in attesa della nomina dei periti che saranno incaricati di riesaminare il caso della giovane rimasta paraplegica e ipovedente a seguito delle eccessive cure mediche a cui era stata sottoposta a pochi mesi dalla nascita. Se, inizialmente, ai coniugi Eugenio Manzo e Matilde Memoli era stato riconosciuto un risarcimento di circa 3 milioni di euro, la Corte d’Appello aveva successivamente accolto l’istanza di sospensiva del pagamento avanzata dall’azienda ospedaliera di rilievo nazionale “Cardarelli” di Napoli. Nel frattempo i giudici avrebbero riesaminato il caso affidando a un collegio parietale gli accertamenti del caso.

Tuttavia, però, tale passaggio non è stato ancora effettuato e intanto la famiglia resta in attesa di sviluppi mentre la piccola Arianna necessità di sempre più costose terapie farmacologiche. «La “bambina di legno” è ancora in attesa che la Corte di Appello, dopo aver sospeso il pagamento del risarcimento che le era dovuto da parte del “Cardarelli”, decida di incaricare un nuovo collegio peritale che rivaluti la condotta dei medici, già ampiamente censurata dai consulenti del Tribunale – ha commentato il legale della famiglia, Mario Cicchetti – Naturalmente, neanche le iniziali aperture del Presidente De Luca hanno avuto un seguito».

Per questo motivo l’avvocato Cicchetti ha provveduto a inoltrare un’istanza di sollecito affinché la Corte di Appello provveda a nominare quanto prima il collegio di periti. «La minore Arianna Manzo – continua il legale della famiglia metelliana – necessita di assistenza e cure molto costose che le consentano condizioni di vita minimamente accettabili che sarebbero risultate sicuramente e irrimediabilmente pregiudicate dalla carenza di alcuni fondamentali supporti medico-sanitari.

Nella trattazione dell’udienza dello scorso 24 settembre la Corte ha confermato la volontà di procedere alla nomina e al conferimento dell’incarico ad un collegio peritale, entro il termine massimo di dieci giorni. A tutt’oggi e nonostante le rassicurazioni fornite, però, la riserva assunta dalla Corte non è stata ancora sciolta. Di conseguenza, in assenza del pagamento del dovuto risarcimento, la minore è stata privata dell’assistenza minima di cui necessita per la sopravvivenza ed ha, quindi, conseguentemente, subito l’ulteriore aggravamento dei danni, considerata anche le condizioni economiche di difficoltà in cui vive la famiglia».

Fonte La Città di Salerno

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