Cava de’ Tirreni, allerta meteo e frazioni off limits: cittadini esasperati in via Cinque

Allerta meteo a Cava de’ Tirreni è sinonimo di via Cinque paralizzata. La strada che collega il centro alle frazioni di Castagneto, San Cesareo e Corpo di Cava, infatti, in caso di forti piogge diventa intransitabile a causa di un evento franoso di sei anni fa. Pochi giorni fa l’ennesima chiusura, che ha scatenato l’ira dei cittadini, tra chi ha preferito  come scrive Giuseppe Ferrara per La Città di Salerno.

All’ennesima chiusura dei giorni scorsi, però, i residenti, che hanno ormai esaurito ogni briciolo di pazienza sono insorti e se qualche avventuriero – in barba alla segnaletica di interdizione del tratto – ha imboccato lo stesso la strada, incurante del pericolo sotto la pioggia scrociante, qualcun altro ha preferito levare la propria voce contro i piani alti di Palazzo di Città, rei di non aver ancora messo in atto i provvedimenti di messa in sicurezza più volte annunciati.

«Ci chiudono a singhiozzo eppure non si muovono a intervenire – ha commentato Gerardo Siano che abita proprio a ridosso del tratto – a ogni accenno di pioggia stiamo con il timore che la strada possa crollare e anche senza il maltempo diventa pericoloso transitare sia a piedi che in auto. Per quanto tempo ancora porteranno avanti questa situazione?». La strada, anche senza allerta meteo, è parzialmente interdetta. In particolare il transito resta vietato quotidianamente ai mezzi pesanti che superano un’altezza di 2,2 metri. Per garantire che il limite venga rispettato all’ingresso e all’uscita del tratto sono state da tempo installate delle barriere orizzontali. Ma anche in questo caso non sono mancati i problemi: automezzi che hanno colpito in pieno le sbarre oppure circostanze in cui le stesse, divelte, sono precipitate su un’auto in transito.

«Ho rinunciato a percorrerla, anche quando non è chiusa per l’allerta – racconta Teresa Ferrara , commessa del centro che quotidianamente potrebbe percorrere la strada per raggiungere il borgo in cinque minuti – ho troppa paura da quando la sbarra ha colpito la mia macchina. Piuttosto che rischiare preferisco svegliarmi prima la mattina, allungarmi di un paio di chilometri e raggiungere il centro cittadino passando per località Tengana o addirittura dalla Badia e per Sant’Arcangelo».

S’accoda Sandro D’Elia . «I mezzi di soccorso devono arrivare dall’altro versante perché la sbarra non permettere loro il passaggio, ma la maggior parte degli autisti di ambulanze e vigili del fuoco non lo sanno: arrivano all’imbocco della strada e devono tornare indietro. Per non parlare dei mezzi che fanno riforniture per le abitazioni che non hanno l’allaccio al gas di città e andiamo incontro all’ennesimo inverno di disagi e complicazioni».

Intanto già da tempo l’amministrazione comunale, che ha redatto il progetto esecutivo e individuato le risorse necessarie per intervenire (serviranno circa 900mila euro per rimettere in sesto la strada, recuperati attraverso l’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti), ha pronto il piano di messa in sicurezza e si attende soltanto la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e l’apertura dei cantieri. Il rinnovato assessore ai lavori pubblici, Nunzio Senatore , ha garantito che l’intervento resta tra le priorità da portare a termine. I residenti auspicano il prima possibile.

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