Autocertificazione in Campania per gli spostamenti tra province: cosa contiene

L’ordinanza del presidente della Regione Campania (numero 82 del 20 ottobre 2020) che blocca la mobilità interprovinciale (cioè tra Napoli, Salerno, Avellino, Benevento, Caserta) prevede la reintroduzione dell’autocertificazione per giustificare gli spostamenti tra province. Gli italiani hanno conosciuto questo tipo di atto nei giorni del lockdown Covid di marzo. Si tratta di un foglio di carta su cui, ai sensi delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa che disciplinano tra le altre cose «la produzione di atti e documenti agli organi della pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi, nei rapporti tra loro e in quelli con l’utenza e ai privati che vi consentono» vengono indicati i propri dati anagrafici e in questo caso specifico spiegato il perché dello spostamento tra province anche se c’è una ordinanza che lo vieta.

L’autocertificazione viene sempre redatta «sotto personale responsabilità, ai sensi del DPR 445/2000». L’ordinanza regionale prevede alcune deroghe al divieto di spostamento:

– motivi di salute;

– comprovati motivi di lavoro;

– comprovati motivi di natura familiare;

– motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali;

Poi ci sono anche «altri motivi di urgente necessità»: tante e tali possono essere le situazioni possibili che è impossibile elencarle tutte. Nell’autocertificazione in Campania il firmatario dovrà dichiarare il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido e di «non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie) e infine di essere «consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale» regolate dall’articolo  495 del Codice di procedura penale.

 

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