Vico Equense, è ancora caos permessi edilizi: hotel, stabilimenti e ristoranti

Non si placano le polemiche a Vico Equense in merito alle presunte anomalie nei rilasci di alcune autorizzazioni a costruire concesse dal Comune per hotel, stabilimenti balneari e ristoranti. A riportarlo è Paolo Duarte per il quotidiano di Metropolis.

Ad accendere i riflettori sulla vicenda, nei giorni scorsi, era stato il Wwf che aveva invocato l’intervento della procura di Torre Annunziata per valutare la legittimità delle autorizzazioni rilasciate per opere in zona 1/b del Put, aree per le quali la normativa di piano paesistico, «esclude ogni possibilità di nuova edilizia privata o pubblica consentendo soltanto, previa verifica di legittimità della costruzione e di compatibilità idrogeologica unicamente, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia a pari superficie e volume con vincolo di sedime».

Concetti ribaditi anche dall’associazione Verdi Ambiente e Società. I Vas hanno inviato un esposto indirizzato ai vertici della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, alla Corte dei Conti oltre che ai Ministri dei Beni Culturali, dell’Economia, dell’Ambiente e dell’Interno. Sotto la lente d’ingrandimento del documento sottoscritto dal presidente nazionale dei Vas, Guido Pollice e dal coordinatore locale, Francesco Cuomo, ci sono «interventi autorizzati con provvedimenti dei quali si presume una illegittimità procedurale».

«Effettivamente da tempo sono in corso presso queste strutture lavori che destano perplessità in ordine alla loro legittimità urbanistica e paesaggistica», l’incipit del documento firmato dai Vas. «Gli interventi -considerata la zonizzazione del Put in cui ricadono- convincono gli scriventi della illegittimità dei titoli rilasciati dal Comune o comunque certamente non in linea con le procedure urbanistiche . Infatti la normativa della zona 1/b ( in cui ricadono) prevista dal piano paesistico, art. 17, esclude ogni possibilità di nuova edilizia privata o pubblica».

Sulla carta quei lavori oggetto dell’esposto, è bene chiarirlo, sono autorizzati e regolari. Ma per gli ambientalisti i precedenti – legati alle vicende dell’housing sociale – vicenda oggetto di un’inchiesta della magistratura – lasciano aperti i sospetti sulla presunta illegittimità di quei permessi rilasciati agli imprenditori.

«Per tutto quanto esposto Vas chiede – l’appello degli ambientalisti – al Procuratore della Repubblica di verificare se nei fatti innanzi narrati ve ne siano di penalmente rilevanti e, in caso affermativo, di dar corso all’azione penale e nelle more voler disporre la sospensione di tutte le attività edilizie in corso». Ora toccherà agli inquirenti valutare il reale peso delle accuse mosse dagli ambientalisti nel corso di queste ultime settimane e decidere se aprire o meno un fascicolo d’indagine sui sospetti finiti al centro degli esposti firmati da Vas e Wwf.

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