Sorrento. Profondo Rosso: presi per i fondelli foto

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Abbiamo subito le quarantene sanitarie e punitive, abbiamo smesso di lavorare, abbiamo chiesto ed accettato le elemosine di Stato per poter sopravvivere, abbiamo indossiamo le mascherine ed i guanti, ci igienizziamo e controlliamo la nostra temperatura all’ingresso di qualsiasi luogo nel quale dobbiamo accedere. Per fortuna la mascherina copre la parte inferiore del mio viso stanco di fingere di credere che mi igienizzo se faccio cadere qualche goccia del miracoloso prodotto che tutti debbono mettere all’ingresso del loro punto vendita, del loro ufficio, della loro bottega artigiana, del loro punto di ristoro. Possibile che a nessuno sia venuto in mente che sarebbe stato più igienico collegare l’igienizzante ad un pedale evitando che il contenitotre venga toccato da centinaia di mani non sempre lavate con cura o sporche? Indosso la mascherina e mi chiedo come sia possibile che una persona ritenga utile e necessario fissare il prezzo di vendita delle mascherine a cinquanta centesimi senza stabilirne la qualità, e mentre mi pongo siffatta domanda mi arrivano nelle narici ed in bocca i pelucchi, peluzzi, peli corti e morbidi, quelli che formano come una leggera lanugine su un tessuto scadente come quello utilizzato per la confezione delle mascherine a soli cinquanta centesimi. Mi chiedo quanti cambiano la mascherina e con quale frequenza la cambiano e temo che poche sono le persone che possono permertersi il lusso di acquistarne più di una. Mi chiedo a chi sono state date le mascherine acquistate dalla Regione e dal Comune? Nella mia cassetta postale non ne ho rinvenuta alcuna. Mi chiedo chi protegge la mascherina: colui che è in grado di acquistarne di griffate e che può cambiarle con frequenza, non certo colui che dall’inizio della pandemia indossa la stessa mascherina che, a causa dei frequenti lavaggi, è diventata sempre meno protettiva. Per alcuni la mascherina è diventata un veicolo pubblicitario o la dimostrazione di essere una persona importante. Coloro che hanno poco o nulla le confezionano con ritagli di stoffe, le realizzano all’uncinetto (ne ho viste di ottima fattura), d’inverno le relizzeranno anche con filo di lana, risparmieranno, non verrano redarguiti all’ingresso dei locali in cui si deve entrare indossando la mascherina e metteranno a rischio la propria e l’altrui salute perché nessuno è in grado di avvedersi della loro indigenza e della loro necessità di ricevere aiuti non solo dei soliti generi alimentari (carne, pesce e verdure non dovrebbero mancare a nessuno). prof. LAURO

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