Sorrento, lo sfogo di Stefano Marzuillo sui social

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Sorrento, lo sfogo di Stefano Marzuillo sui social.

“Lasciatemelo dire, sono molto preoccupato. Gli scenari che si aprono dopo il primo turno elettorale, ancor più dopo l’accordo tra Massimo Coppola e Marco Fiorentino, ci mostrano una #Sorrento spaccata a metà, divisa e senza una vera direzione. Oggi non possiamo assolutamente permettercelo.

Da un lato c’è la Sorrento dei #responsabili, del tessuto economico, di chi si dice preoccupato da una futura amministrazione instabile e precaria. Dall’altro c’è la Sorrento dell’entusiasmo, che però si è trasformato in frenesia, irruenza e populismo. Il cambiamento non va forzato, soprattutto se viene da persone che cambiamento non sono. Ho letto che la volontà è quella di #LIBERARESORRENTO. Ma liberare da chi e da cosa? Siamo tutti, nessuno escluso, figli e nipoti delle ultime stagioni politiche del nostro paese. Nessuno escluso.

Fermiamoci un attimo a riflettere: cosa significherebbe oggi liberare il nostro Comune? Significherebbe lasciarlo a gente come Rosario Fiorentino, che ha già inciso nelle amministrazioni di Marco Fiorentino con il quale, guarda caso, oggi si ritrova nuovamente alleato. Di Piergiorgio Sagristani, sindaco di un comune limitrofo che si diverte a mettere il cappello su operazioni politiche senza, però, averne la reale forza elettorale qui sul nostro territorio. Ne vale la pena? Secondo me no, soprattutto in un momento difficile come questo, dove bisogna traghettare la nostra Sorrento fuori da una crisi economico-sanitaria senza precedenti. Beh mi direte, cosa fare? Bene fa il mio candidato

Mario Gargiulo.

a parlare di contenuti, a non cadere nelle provocazioni e a ragionare su posizioni propositive e non per forza contro qualcuno. Il mio invito va anche a Massimo Coppola e alla sua squadra: rimettiamo la campagna sui binari giusti e teniamo fuori chi non farà mai gli interessi della comunità sorrentina. Abbiamo una settimana per farlo, il tempo stringe ma riflettere non costa nulla. Ne va il futuro della nostra città”.

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