Sorrento, il dott. Carlo Alfaro: “Votare in tempi di pandemia”

Il voto è un diritto garantito dall’articolo 48 della Costituzione per tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età; il suo esercizio è anche un dovere civico, che attiene al ruolo sociale e civile di ogni cittadino di un Paese democratico. Il voto è dunque un diritto-dovere, conquistato attraverso molte lotte nella storia dell’umanità. Nessun voto è inutile: è l’insieme dei singoli che dà vita alla volontà della collettività.

Domenica 20 e lunedi 21 settembre siamo chiamati alle urne per le consultazioni elettorali e referendarie 2020. Ma molti cittadini sono tentati di astenersi dal voto per timore del contagio del Covid-19. In realtà, il Ministero dell’Interno e della Salute hanno emanato delle linee guida all’interno di un Protocollo sanitario e di sicurezza che ci permetteranno di esercitare il nostro diritto-dovere di cittadini con relativa tranquillità. E’ rimesso alla responsabilità di ciascun elettore il rispetto di alcune regole basilari di prevenzione, quali evitare di uscire di casa e recarsi al seggio in caso di: sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5 gradi, obbligo di quarantena o isolamento domiciliare, contatto stretto con persone positive negli ultimi 14 giorni. Sono stati individuati percorsi che guideranno i cittadini nell’accesso alle sedi di seggio e nel deflusso, evitando che i votanti in entrata incrocino quelli in uscita.

In caso di notevole affluenza, l’attesa avverrà all’aperto, al di fuori delle strutture che ospitano le sezioni. L’elettore per esercitare il diritto di voto deve indossare la mascherina chirurgica, che potrà essere abbassata solo al momento del riconoscimento. Al fine di limitare il contatto tra le persone, saranno gli elettori a introdurre le schede nelle urne, una per ciascuna consultazione (referendum/elezioni regionali/ elezioni comunali). Le matite dovranno essere sanificate al termine di ogni operazione di voto con un panno inumidito di soluzione alcolica. I seggi devono essere allestiti in modo che presidenti, scrutatori, segretari ed elettori rispettino il distanziamento interpersonale non inferiore a 1 metro tra tutti i presenti. Il numero delle cabine sarà inferiore rispetto al passato, per diminuire le presenze contemporanee nelle aule, e saranno allocate ad almeno 2 metri di distanza l’una dall’altra. All’ingresso dell’edificio e di ognuno dei seggi vanno collocati dispenser con prodotti igienizzanti. I votanti hanno l’obbligo di igienizzare le mani prima di ricevere la scheda elettorale e la matita e, successivamente al voto, prima di lasciare il seggio.

Tutti gli ambienti, tavoli, cabine elettorali e servizi igienici saranno sottoposti a scrupolosa igienizzazione prima, durante e dopo le operazioni di voto oltre al ricambio d’aria. Per i componenti dei seggi è consigliato l’uso dei guanti durante le operazioni di spoglio delle schede. Personale della Polizia Locale, in aggiunta alle Forze dell’Ordine normalmente impiegate nelle sedi di voto, verificherà il rispetto delle norme anti Covid e fornirà indicazioni agli elettori. Seggi speciali saranno allestiti all’Ospedale e nelle Rsa con più di cento posti letto. A chi è ammalato o in isolamento a casa, se ne ha fatto richiesta due settimane prima delle elezioni, è garantito il diritto al voto grazie a un seggio speciale a domicilio composto da due scrutatori, adeguatamente protetti. Chissà se questa è l’ultima volta che votiamo in presenza. Da molte parti si chiede il voto online che potrebbe presto diventare una realtà.

Dott. Carlo Alfaro

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