Salerno: una professoressa aggredita in pieno giorno dai genitori di una ex alunna

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Salerno. Una professoressa è stata aggredita e ferita dai genitori di un’ex alunna all’interno del porto commerciale della provincia, all’altezza della stazione marittima. Mentre era sulla banchina ad attendere degli amici per una tranquilla domenica di relax, la donna sarebbe stata colpita con una ghiacciaia da barca. Lo riporta il Mattino. Di seguito, i fatti.

Aggredita in pieno giorno perché prof integerrima. Doveva essere una domenica come tante e invece, quella di ieri, sarà una di quelle che Marcella Alfani non dimenticherà: è ancora sotto choc per quanto accaduto. Era sulla banchina del porto commerciale di Salerno, nei pressi della Stazione marittima, in attesa che la raggiungessero gli amici, per poi concedersi una passeggiata in barca. Il sole di settembre è ancora caldo e concede delle gradevolissime uscite in mare. Il marito sta sistemando le cime, quando accade l’impensabile. Un testimone, molto probabilmente un ragazzo del pontile, assiste a tutta la scena che poi racconterà minuziosamente alle autorità competenti e anche alle sorelle dell’insegnante, che quando sono arrivate, l’hanno trovata riversa a terra. 

Un racconto dettagliato che ha dell’inverosimile. «Marcella non era ancora salita sulla barca – racconta la sorella Alessandra – temeva che gli invitati non la vedessero e si era trattenuta sulla banchina. In quei pochi minuti si avvicina una donna che l’aggredisce verbalmente». La persona in questione è la mamma di un’ex alunna della professoressa di matematica ai tempi in cui insegnava presso l’istituto Pirro di Salerno (anno scolastico 2018-2019). All’epoca una cordata di genitori si schierò contro di lei, accusandola di essere troppo severa con i propri figli, che sarebbero stati vessati in classe. Una battaglia che a distanza di tempo ancora non si è conclusa (c’è un contenzioso in corso) nonostante la prof accusata abbia ricevuto la notifica di allontanamento dal dirigente scolastico, e chiesto il trasferimento presso un istituto di Pellezzano dove oggi insegna. «Mia sorella mi ha raccontato che inizialmente non ha dato peso alla cosa, credeva finisse là. Ho pensato si stesse sfogando mi ha detto – prosegue Alessandra – ma ad un certo punto le ha inveito contro dicendole: io ti dovrei uccidere». Interviene anche il compagno della mamma ferita che pare abbia aggiunto: «Non ti preoccupare ci penso io».

Non si sa cosa abbia afferrato velocemente, forse lo sportello di una ghiacciaia, quelle portatili da barca, per poi colpire la professoressa due volte, prima dietro la testa e poi in faccia. Marcella cade a terra. È qui che arriva Alessandra. «L’ho vista distesa, mi sono spaventata a morte – racconta – abbiamo immediatamente chiamato i soccorsi. Era visibilmente sotto choc, non parlava, non si muoveva. Abbiamo temuto il peggio». Una scena terribile. Sul posto dopo pochi minuti è arrivata un’ambulanza della Croce Rossa e successivamente è stato disposto il trasferimento in ospedale. «Nel frattempo gli aggressori – aggiunge la sorella – erano saliti sulla loro barca ed incuranti del fatto erano usciti in mare».

Interviene la Capitaneria. Una motovedetta raggiunge l’imbarcazione che aveva fatto rotta verso la Costiera Amalfitana e obbliga l’equipaggio a rientrare in porto. La professoressa è ancora riversa a terra. «Fai finta che sei morta? – riferiscono abbia detto la signora – fate una cosa, chiamate l’ambulanza per davvero. Mia figlia si è spaventata e piange». Nessuna parola da parte dell’uomo fermato dai carabinieri e costretto a rilasciare documenti e dichiarazioni su quanto accaduto. «Sono stato costretto a cambiare scuola a mia figlia per colpa della professoressa» si sarebbe giustificato. Da qui la corsa in ospedale di Marcella che viene sedata e stabilizzata. «Non ce la fa a parlare – prosegue Alessandra – è troppo scossa. Stiamo cercando di farla riposare il più possibile». Marcella è terrorizzata: ha paura che la possano aggredire di nuovo. Il fatto che sia successo in pieno giorno ed in un luogo così esposto la angoscia a tal punto da temere che possa accadere ancora. Il referto medico parla di tre giorni di riposo per trauma cranico, ma è nel cuore la ferita più grande che farà fatica a sanare. Una denuncia non basta. Sessant’anni, una vita spesa dietro la cattedra a formare generazioni di studenti: una missione, quella di far appassionare i ragazzi ai numeri. Quanto accaduto alla Pirro è l’unico episodio spiacevole della sua carriera di docente. Un buco nero che non trova conferma neppure nel corpo docente di Pellezzano che la descrive severa ma anche dolce e materna quando serve. «Lì non c’è nessun problema – ribadisce la sorella – così come è stato nelle altre scuole dove ha insegnato».

Fonte: Il Mattino

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