Salerno, si torna in aula. Dubbi sul rientro dopo la malattia: stamane il vertice con l’Asl

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A Salerno si tenta di rientrare a scuola, ma c’è un muro davanti: farlo in tutta sicurezza definendo le modalità di gestione dell’emergenza e delle possibili assenze degli studenti legate a problemi di salute, per certificare se un eventuale contagio dell’alunno provenga dai banchi di scuola. Sarà un vertice tra Asl, Ordine dei medici ed ez Provveditorato a stilare un protocollo. Vediamo tutti i dettagli nell’articolo di Marcella Cavaliere per La Città di Salerno.

Per ritornare in classe dopo alcuni giorni di assenza – secondo indiscrezioni – è sempre più probabile, soprattutto per i più piccini, che si ricorra all’uso del test rapido e, quindi, al pungi-dito come è accaduto per il test sierologico, diventato poi obbligatorio, per il personale scolastico. C’è, però, chi ha parlato di test salivare. Comunque si pensa a esami non invasivi che indichino in tempi rapidi se occorre o meno eseguire ulteriori indagini, rispetto ai tempi più lunghi del tampone. Ma bisognerà capire in queste ore se tutti coloro che saranno chiamati a decidere sono orientati allo stesso modo. L’Asl dovrà mettere in atto modalità chiare di esecuzione delle procedure, che dovranno essere eseguite in tutte le scuole allo stesso modo, per evitare che ogni istituto individui modalità proprie.

Il mondo della Sanità e quello della scuola dovranno lavorare in sinergia: medici, pediatri e insegnanti. A sottolinearlo ieri il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria locale di Salerno Ferdinando Primiano , che ha spiegato come l’Azienda si sta muovendo in queste ore. «Concorderemo linee comuni con il Comitato aziendale, con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, tutte le decisioni vanno concertate e condivise – ha detto Primiano – domani (oggi, ndr) faremo una riunione con i medici e i pediatri per fare in modo che ci sia chiarezza tra noi e l’istituzione scolastica con la quale occorre sinergia di attività per decidere come trattare la questione dei rientri in classe degli alunni dopo un periodo di malattia». Le procedure, una volta stabilite, saranno comunicate anche sui siti web istituzionali per darne massima diffusione. «Useremo anche il sito web dell’Ordine dei medici», ha puntualizzato Primiano consapevole delle criticità che devono affrontare i dirigenti scolastici. «Vogliono essere certi che i tre giorni non corrispondano a casi asintomatici o paucisintomatici», ha ribadito.

La febbricola, dunque, farà scattare una «procedura tra scuola, pediatri di libera scelta e medici per avere condivisione su come comportarsi ma in modo da non far preoccupare i bambini, non creare intono un alone di preoccupazione», ha concluso il direttore sanitario dell’Asl.

Il presidente dell’Ordine dei medici, Giovanni D’Angelo , ha puntualizzato, invece, che «si assumerà le responsabilità di attestare la presenza o meno di un caso Covid chi è deputato a farlo, si sceglierà lo strumento più adatto, se tampone, sierologico o altro. La situazione dei bambini si complica per il fatto che spesso sono asintomatici e ingannevoli».

Diventa ancora più importante in questo momento il vaccino influenzale e l’Asl di Salerno si sta preparando anche a questo. Ma intanto ci sono i primi orientamenti su come risolvere il problema del ritorno in classe: c’è chi ha chiamato in causa le Regioni. Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip), è preoccupato dallo scenario che potremmo trovarci davanti da qui a pochi giorni. «La situazione è poco chiara- ha spiegato – per il rientro a scuola la legge non prevede attualmente un obbligo di certificazione e, come spesso accade, le Regioni si stanno muovendo un po’ in ordine sparso. L’Emilia Romagna, per esempio, ha scritto con chiarezza che si può rientrare senza certificato, ma questa non è la strategia che viene seguita da tutte le Regioni. Siamo in una situazione che crea confusione e in alcuni casi sono le scuole stesse che dicono alle famiglie che cosa vogliono per far rientrare i bambini».

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