Salerno, il dramma degli anni 70: un trentenne uccide un contadino per difendere il padre

Più informazioni su

Salerno. Le campagne del piccolo comune di Giffoni negli anni Settanta sono state protagoniste di un terribile dramma: un trentenne ha ucciso un contadino per difendere il padre e ne ha occultato il cadavere nel bosco. Dopo un po la confessione al parroco. Lo riporta Il Mattino. Ecco i fatti: Pietro, di 30 anni, è nato e cresciuto in una famiglia di contadini e viveva ancora con i genitori nella frazione Curti di Giffoni Valle Piana, ed era il terzo figlio, l’ultimo e quindi il più coccolato.

Il padre di Pietro, Biagio, da tempo litigava con il vicino, Antonio, per un terreno confinante che aveva messo contro i due contadini, che stavano sempre a rimbeccarsi per lo stesso motivo. Finché un giorno dalle parole si è passato alle mani. E’ stato il giovane a difendere suo padre. Biagio nella colluttazione ha avuto la peggio: dieci punti di sutura alla testa e la perentoria minaccia di Pietro al vicino: «Te la farò pagare».

Dopo pochi giorni, riporta Il Mattino, per evitare altri danni al padre, il trentenne avrebbe preso il fucile da caccia di suo padre, sparato al vicino alle prime luci dell’alba e occultato il cadavere nel bosco. Tutto il paese si è allarmato per la scomparsa del contadino, introvabile nonostante le ricerche. Preso dal rimorso, Pietro ha confessato al parroco Don Oreste ciò che aveva commesso.

Insieme sono andati dai carabinieri a confessare. Biagio abbracciò il figlio, prima che fosse rinchiuso in una cella dove restò per anni. Il giudice, durante il processo, considerò molto la testimonianza del parroco che rivelò l’immediato pentimento del giovane dopo l’insano gesto, e chiese clemenza per una persona di fede. La buona condotta tenuta in carcere fece il resto. Pietro ottenne una riduzione della pena e dopo aver scontato dieci anni di reclusione riabbracciò la sua famiglia e don Oreste, che attraverso la parola di Dio, lo aveva salvato.

 

Più informazioni su

Commenti

Translate »