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Ripresi i test del vaccino Oxford

Uno degli sperimentatori s’era ammalato, ma il farmaco non c’entrava

 

Redazione – Dopo il fermo della sperimentazione del vaccino di Oxford, sono stati riavviati i test.

La stessa Oxford University e la AstraZeneca, hanno rimesso in moto i test fase 3 sul vaccino, a cui partecipa anche l’Irbm, l’azienda di Pomezia, dopo che erano stati fermati perché in un paziente era stata riscontrata una grave reazione avversa compatibile con una malattia chiamata mielite trasversa.

L’ok è arrivato dalle autorità sanitarie britanniche probabilmente perché, anche se non è stato ancora confermato, non sono state trovate correlazioni tra l’infezione ed il farmaco.

In un comunicato l’università inglese ha specificato: “In trial grandi come questo, è normale che qualche partecipante stia male ed in ogni caso deve essere attentamente valutato per assicurare le disposizioni di sicurezza”.

Fino a questo momento le persone sono state 18mila, che si sono al test del vaccino di AstraZeneca, che è stato valutato dall’Oms uno dei “candidati più promettenti”.

Soumya Swaminathan, scienziata capo dell’Oms, ha spiegato: “C’è un protocollo da seguire quando succede qualcosa. Se è un lieve effetto collaterale, si devono fare alcune cose. Se è grave, e questo era grave, i test si devono fermare. È una procedura standard. Ed è una buona pratica, perché la sicurezza è la più alta priorità di ogni test clinico”.

GiSpa

 

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