Ravello, alcuni commercianti chiedono a sindaco ed amministratori un’equa distribuzione delle agevolazioni per la Tarsu

Nell’ultimo Consiglio Comunale si è deliberato in merito alle nuove cartelle di pagamento TARSU 2020. Siamo felici di apprendere che è stato preso in considerazione un aiuto per le attività turistiche di Ravello pensando ad uno sconto pari al 25% per le attività commerciali sull’importo totale delle cartelle; pur tuttavia vogliamo evidenziare alla S.V. e ai tecnici dell’Ufficio Tributi alcune nostre considerazioni.

L’emergenza COVID 19 ha innescato una serie di interventi da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, volti a mitigare gli effetti devastanti sull’economia italiana e sugli imprenditori.

A partire dal “Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020, n. 34, convertito con la legge 17 maggio 2020 n. 77”, e a seguire per tutte le agevolazioni introdotte, gli Enti e lo Stato si sono ispirati ai principi dell’equità, del pari trattamento dei cittadini, e della proporzionalità.

Riteniamo che anche il Consiglio Comunale di Ravello si sia ispirato a questi principi sacri e universali nell’adottare le misure a favore degli esercizi commerciali e turistici nel prevedere:  uno sconto del 25% ai negozi di abbigliamento, ceramiche, souvenir, bar, ristoranti, alberghi etc., che in seguito al lock down hanno riaperto le porte solo a maggio; parimenti per le attività che possono godere della possibilità di utilizzare spazi pubblici; come pure offrire la possibilità di estendere a piacimento lo spazio pubblico a loro riservato per garantire il distanziamento tra tavoli; l’annullamento o il dilazionamento del pagamento delle aree pubbliche per tutto il 2020; la possibilità di ampliare la superficie di vendita e somministrazione utilizzando spazi privati, prima non destinati all’attività commerciale.

Purtuttavia riteniamo che siano sfuggiti al Massimo Consesso Cittadino alcuni casi specifici che fanno venir meno i principi ispiratori sopra evidenziati e creano una evidente disparità di trattamento e conseguente penalizzazione di diverse attività ed esercizi. Ci riferiamo segnatamente a tutti quegli esercizi che per motivi oggettivi, incontrovertibili e non dipendenti dalla loro volontà, non ricadono in una delle fattispecie sopra evidenziate.

Queste attività si sono ritrovate da una parte a dover esercitare l’attività in spazi pressoché dimezzati dalle norme di sicurezza introdotte, dall’altra a non poter invocare alcuna agevolazione e/o riduzione dei tributi, che vengono ancora tutti calcolati con parametri profondamente alterati dalle norme sopraggiunte, facendo venir meno il principio di equità. Di fatto i sottoscritti si ritrovano oggi a pagare le stesse somme di ieri, per una superficie di somministrazione pressoché dimezzata, non certo per loro libera scelta. Se a tanto si aggiunge che, nonostante la totale assenza di controlli e verifiche, i sottoscritti hanno rispettato rigorosamente tutte le norme di sicurezza introdotte, facendosi anche carico dei relativi costi (costo dipendenti addetti ai controlli e all’applicazione delle misure di sicurezza; materiali di consumo costosi; costi di igienizzazione e sanificazione; etc.), è del tutto evidente la estrema sperequazione creata e la disparità di trattamento all’interno dello stesso settore.

Ci rendiamo conto della esiguità delle risorse di bilancio, ma, ove non fosse possibile aggiungere risorse economiche alle agevolazioni, riteniamo che l’intera materia andrebbe rivisitata, per realizzare una più equa e corretta distribuzione delle agevolazioni e degli interventi di sostegno.

Riteniamo che un sistema democratico sano e corretto possa e debba riparare direttamente e autonomamente alle proprie distrazioni e ai propri errori, senza indurre le parti lese ad altre azioni, in specie quando le istanze sono presentate in serenità e in spirito di verità e collaborazione, quale è appunto la presente che sottoponiamo fiduciosi al Sindaco e a tutti i Consiglieri Comunali.

ravello
ravello

Commenti

Translate »