Piano di Sorrento, la solennità di San Michele Arcangelo ai tempi del Covid. La vera festa è nel cuore della Basilica

Piano di Sorrento. Oggi si festeggia il patrono della nostra comunità, l’Arcangelo San Michele. Una festività che quest’anno è sicuramente diversa perché avvolta dalla coltre scura del Covid. Tutto sembra surreale, tutto sembra strano ed ovattato. Nessun suono tipico dei giorni di festa, nessuna banda che rallegra le strade cittadine, nessun vociare dei titolari delle bancarelle che a San Michele hanno sempre colorato la città offrendo prodotti più o meno utili, dolciumi e giocattoli per i più piccoli. Silenziosa e buia Piazza della Repubblica senza le luci delle giostre e buie anche le strade senza le luminarie dai mille colori. Però è giusto che sia così quest’anno, è giusto tutelare la sicurezza dei cittadini che viene prima di qualsiasi altra cosa.

Ma questa festa di San Michele sarà diversa dalle altre anche perché abbiamo finalmente l’opportunità di viverla in maniera profonda e di onorare il nostro Arcangelo nel modo in cui andrebbe realmente fatto. Perché non è vero che quest’anno siamo stati privati della gioia di vivere la festa di San Michele. La festa in realtà c’è anche in questo 2020, la vera festa è in Basilica dove abbiamo la possibilità di rendere il nostro omaggio e manifestare la nostra devozione all’Arcangelo. E’ lì la vera festa, è sempre stata lì, anche gli anni scorsi. Ma in tanti eravamo troppo presi dalle luci esterne, dalla voglia di visitare la fiera e di divertirci con un giro sulle giostre, troppo spesso dimenticando di entrare prima in Basilica a “salutare” il nostro Santo Patrono. Partecipavamo alla festa dimenticandoci del “festeggiato”.

La vera festa non è all’esterno, quello è un contorno che, seppur piacevole, non è necessario, non è il cuore della giornata. Ed allora in questo 29 settembre varchiamo le porte di bronzo della nostra Basilica, fermiamoci a prendere fiato dalle difficoltà e dalle preoccupazioni quotidiane sotto le ali protettive di San Michele, respiriamo la pace tra gli ori della nostra chiesa. Abbiamo la fortuna di avere una Basilica che è un’opera d’arte, un paradiso in terra, un luogo ricco di bellezza e di spiritualità. Non abbiamo fretta di scappare, restiamo in silenzio davanti all’Arcangelo e chiediamo a lui, che è un Angelo guerriero, di aiutarci in questa battaglia e di esserci vicino nella lotta contro il virus che tanto ci ha cambiato la vita.

Il Covid ci ha portato via tanto, forse troppo. Ci ha privato della gioia di un abbraccio, della normalità delle piccole cose, ci ha reso vulnerabili e fragili. Abbiamo paura degli altri, abbiamo il timore di avvicinarci anche agli affetti più cari, ci sentiamo indifesi di fronte ad un qualcosa più grande di noi. Ma ci ha regalato anche tanto perché ci sta permettendo di riscoprire il grande valore delle cose che davamo per scontate. Ci porta a percepire la bellezza e la grandezza della quotidianità.

E quest’anno ci porta a vivere la nostra festa patronale in maniera totalmente spirituale, in modo più profondo e meno superficiale. Ci porta a vivere la vera festa, che è quella religiosa. Non ci sono le bancarelle, non ci sono le giostre, non ci sono le luminarie, ma l’Arcangelo San Michele c’è e ci aspetta nel suo tempietto dorato. E, se proprio sentiamo la mancanza dei segni esteriori, questa sera accendiamo delle luci colorate alle nostre finestre ed ai nostri balconi, illuminando la nostra città. Sarà un segno di speranza in un periodo buio. Ed allora, buona festa di San Michele Arcangelo a tutti.

Annalisa Cinque

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