Napoli, tre feriti da arma da fuoco a Mergellina

Più informazioni su

Napoli. Incubo a Mergellina alle ore 5: tre feriti da colpi di arma da fuoco, due dei quali, due ragazzi di circa 20 anni, sicuramente estranei alla lite che ha messo in moto l’ennesima catena di violenza. Lo riporta Il Mattino che racconta i fatti ricostruiti attraverso le testimonianze.

Ecco i fatti ricostruiti: due persone sono state ferite agli arti inferiori, mentre passeggiavano in due punti diversi del Lungomare in zona chalet. Colpiti per errore, si recano in due ospedali diversi, dove fanno partire le prime indagini. Un giallo, che si risolve alle sette del mattino, quando all’Ospedale del mare si reca un uomo di 37 anni: si chiama G.M., residente a Torre del Greco, noto alle forze dell’ordine per una sfilza di precedenti penali. È lui a chiarire cosa è accaduto, fornendo una chiave di lettura anche per quanto vissuto dai due passanti feriti alle gambe: ha spiegato che la sua fidanzata, mentre si trovava con lui sul lungomare, è stata importunata da uno sconosciuto. Ne è nato un litigio nel corso del quale lo sconosciuto ha sparato diversi colpi di pistola, ferendo il 37enne di Torre del Greco, al polpaccio e al fianco sinistro.

Spari nel caos di Mergellina, ancora con auto imbottigliate nel traffico, con tanti passanti sui marciapiedi o agli angoli di strade e chalet. Ed è così che si comprende cosa è accaduto ai due passanti, entrambi del 1999, rimasti feriti – fortunatamente in modo non grave – mentre erano in strada nei pressi del lungomare. Dai loro racconti, si comprende la drammaticità dell’esperienza vissuta. 

Indagini della polizia, che sin dalle prime ore dell’alba stanno setacciando la zona e sono ora alle prese con la visione di filmati e immagini ricavate dai vari sistemi di protezione nella zona del lungomare. Spiega al Mattino uno degli esercenti storici della zona: «Ieri notte, intorno alle tre e mezza, la zona di Mergellina era un tappeto di macchine. Traffico paralizzato, non c’erano auto delle forze dell’ordine, ho capito che dovevo chiudere. C’era una situazione che non mi piaceva, troppa calca e pochi controlli. Solo stamattina, leggendo i giornali on line ho saputo degli spari. Purtroppo, con le discoteche chiuse, la gente si riversa sul lungomare fino all’alba, basta poco a far scoppiare una lite, è un miracolo che con quei colpi esplosi non sia stato ucciso nessuno». Un commerciante costretto a chiudere di fronte alla ressa di sempre, agli assembramenti vissuti in assenza di regole e di ogni genere di tutela. 

Fonte: Il Mattino

Più informazioni su

Commenti

Translate »