Lettere da Piano di Sorrento: “Ci vorrebbe una legge”

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“CI VORREBBE UNA LEGGE…”

A volte sento dire: “in Italia ci vorrebbe una legge..” no! In Italia di leggi ce ne sono troppe. Il guaio, il problema è che, poiché siamo, tra l’altro, un popolo indisciplinato e trasgressivo, non le rispettiamo come andrebbero rispettate o, meglio, traverso l’ausilio di professionisti disonesti, facciamo sì, sfruttando anche l’ambiguità con le quali spesso sono formulate, che siano interpretate nel modo che ci conviene. Questo in generale. Poi c’è da dire che la sanzioni, in caso di trasgressione, non vengono applicate, se non in rarissimi casi. In occasione della pandemia, per esempio, sono state emesse diverse ordinanze, dettate dai nostri rappresentanti di governo, che sono rimaste inevase. Pensiamo alle mascherine. Ho visto e vedo ancora tante persone che non le indossano, anche in quegli ambienti dove necessariamente andrebbero indossate. Non mi risulta, però, che siano state applicate delle multe, in ogni caso, raramente sono state elevate. E questo perché, nel nostro Paese non c’è controllo, non c’è rigorosa sorveglianza. Prendiamo la categoria dei Sindaci. Per non apparire “sceriffi”, e per non perdere i voti clientelari, chiudono gli occhi e così come tanti altri che sarebbero tenuti a far rispettare le norme. Un esempio scolastico si potrebbe ricavare da quanto avviene nel mondo dell’edilizia. Si scoprono, così, all’improvviso, tanti abusi edili, nascosti all’occhio e che si potevano rilevare, tenuto conto degli strumenti operativi vigenti, ma nessuno è intervenuto. E bisogna anche dire che questo andazzo conviene alla parte interessata e a chi specula su certi meccanismi burocratici dai quali può trarre profitto. A che servono le leggi, i regolamenti, le ordinanze se non vengono rispettate e soprattutto applicate nella parte sanzionatoria? Non servono a niente e le gente continua a fare ciò che vuole. Certamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma sporadicamente la macchina della Giustizia fa il suo corso. L’aspetto più grave di questa carenza di controllo, di inefficiente lavoro preventivo causa, nel campo dei delitti danni gravissimi, con le morti di tante persone che potevano essere evitate. E mi spiego meglio. Quanti delitti avvengono, nell’ambito familiare, classificati come maltrattamenti in famiglia. La cronaca ci riporta spesso di coniugi che litigano per gelosia o per altro e si realizzano tragedie. Spesso le vittime, chiamiamole così, di contrasti familiari, denunziano all’Autorità quanto sta per accadere di grave, soprattutto le donne, spesso minacciate, percosse da mariti o conviventi chiedono gli opportuni interventi; ma queste denunzie troppe volte vengono sottovalutate, trascurate e così l’intervento si rileva tardivo ed inefficace, favorendo gli epiloghi tragici. È una costante che si verifica troppo spesso e che recidiva in modo impressionante e non si profilano efficaci rimedi.

(avv. Augusto Maresca)

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