La tragedia di Roccapiemonte. Fiori e palloncini bianchi per Maria, la neonata ritrovata senza vita

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La tragedia di Roccapiemonte. Fiori e palloncini bianchi per Maria, la neonata ritrovata senza vita. Massimo sessanta persone sono potute entrare in chiesa. Le disposizioni anti-covid hanno permesso a tutti gli altri cittadini di poter assistere alle esequie ascoltando in audio diffusione la funzione dall’esterno. Ma ciò non ha scoraggiato la comunità di Roccapiemonte che, ieri mattina, si è radunata ben oltre il sagrato della chiesa San Giovanni Battista, la chiesa Madre di Roccapiemonte. In centinaia hanno voluto salutare Maria, la neonata ritrovata senza vita nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso sotto una siepe all’interno di un parco residenziale di via Roma, per la cui morte sono indiziati i genitori. Maria, questo il nome che le è stato dato. Una decisione presa dal parroco della cittadina, don Giuseppe Ferraioli. «Roccapiemonte ha spiegato – è Città della Vergine Maria, mi è sembrato appropriato e simbolico affidare al Piccolo Angelo prematuramente scomparso, il nome di Maria». «La bimba, che resterà per sempre nei nostri cuori aggiunge il sindaco Carmine Pagano – prende il nome di Maria perché la nostra è cittadina mariana, che da pochi giorni ha ricordato la Madonna dell’Immacolata con una bella manifestazione che ha visto protagonisti i nostri giovani. E poi la Madonna di Loreto, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, senza dimenticare la devozione per la Madonna Materdomini».
L’OMELIA «Nessuno è anonimo dinanzi al Signore», sottolinea il vescovo della diocesi Nocera-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, che ha officiato la funzione religiosa (concelebrata da Don Giuseppe Ferraioli). «Maria dice nella sua omelia è il primo nome che Gesù pronuncia dopo la resurrezione», e invita al «silenzio». Un silenzio che significa «non giudicare». Ricorda poi a tutti che «la vita è un dono» e che per noi il progetto è «l’infinito». La piccola Maria non è stata battezzata perché «un bambino dice monsignor Giudice – non può essere battezzato se non è in vita, ma la affidiamo alla misericordia del Signore. Maria non ha avuto il tempo per vivere i giorni della vita: è nata nel Mistero Divino ed è tornata al Mistero Divino». Quella minuscola bara bianca ai piedi dell’altare, nel silenzio più assoluto che diventa più assordante di mille parole, appare come un fiore reciso non appena sbocciato. Ed è questa l’atmosfera che si è respirata ieri mattina tra la folla radunata in viale dell’Immacolata. Un serio momento di riflessione. «Queste cose dice il vescovo – non accadono per caso. Forse siamo stati un po’ distratti e non siamo stati capaci di cogliere la richiesta di aiuto». Un modo, il suo, per scuotere le coscienze mentre chiede di «aprire il cuore», ricordando che bisogna «vivere nell’onestà e nella pace senza emettere giudizi».
LA CERIMONIA Al termine della funzione la piccola bara bianca è stata accolta da un applauso, mentre tanti palloncini bianchi venivano liberati per librarsi in volo alti nel cielo. Non sembra fosse presente nessuno dei parenti dei genitori di Maria, ma tra i tanti fiori che sono stati poggiati vicino al feretro nel suo ultimo cammino verso «l’infinito», spiccava il fascio fatto pervenire a firma della famiglia. La folla ha poi formato un corteo che ha raggiunto il cimitero di Roccapiemonte dove la piccola riposerà nella cappella di famiglia. «Affidiamo le nostre preghiere alla Madonna dice il sindaco Pagano – con la speranza che fatti del genere non abbiano mai più a ripetersi e apriamo una profonda ed ampia riflessione, perché dobbiamo lavorare ancor di più e con costanza per migliorare la condizione sociale nella nostra comunità».

Fonte Il Mattino

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