“Il passato è il futuro che vogliamo”. Vito Cinque del San Pietro voce del turismo di Positano su Repubblica

Positano ( Salerno ) . Per noi che viviamo nella perla della Costiera amalfitana il “San Pietro” è il “San Pietro”. Non si tratta del famoso albergo l’Hotel Il San Pietro, ma della nostra roccaforte, il “San Pietro” svetta su Positano e la Costa d’ Amalfi come le Torri anti saraceni di don Piedro de Toledo che ancora ora sorvegliano la Città Verticale. E’ il nostro baluardo, un mondo a parte, è il “San Pietro” semplicemente la famiglia Attanasio e Cinque che sono emersi diventando simbolo del turismo mondiale, essenza della qualità, ma , questa volta col Covid al posto dei Saraceni, della nostra “resilienza” . Vito Cinque e la sua famiglia ( come nella foto pubblicata )  sono stati sempre presenti, hanno “trainato” anche gli altri albergatori con il loro esempio il “noi apriamo”, i messaggi positivi lanciati sui social network da instagram a facebook, il modello di turismo di qualità rimasto inalterato, la sicurezza e la capacità di gestire questo infame coronavirus covid-19, test ogni due settimane ai dipendenti, massima sanificazione, senza farlo pesare ai clienti che hanno vissuto un’estate meravigliosa, senza quegli autobus, contro i quali loro pure sono stati in prima linea di persona, avendo al loro fianco, sempre di persona, e loro lo sanno , Positanonews. Il loro modello è il nostro modello, un turismo normale senza il traffico che impediva di raggiungere Ravello o Sorrento . Positano come Capri, forse meglio di Capri, è innegabile che siano stati un simbolo positivo di quella capacità di lotta dei positanesi che arroccati in un paese difficile e irto , ha strappato alle rocce e alle asperità del territorio quelle bellezze che ci invidiano da tutto il mondo. La sua riflessione è molto ponderata e razionale, fatta di buon senso, il Covid non è finito qui, il turismo deve rendersene conto e i grandi attori delle istituzioni agire di conseguenza.

Grazie a voi e a tutti gli imprenditori che hanno fatto grande Positano e reso il nostro paese un simbolo , ma anche fonte di guadagno e sopravvivenza per tutto il comprensorio, Positano, possiamo dirlo a voce alta, è il motore della Costiera.

Ecco l’articolo di Vito Cinque su Repubblica

Vito Cinque proprietario e general manager del Relais&Chateaux San Pietro di Positano “Il calo più emblematico riguarda il mercato nordamericano che per il nostro paese è stato distruttivo. Il turismo di lusso in Italia si basa soprattutto sui flussi dall’estero. Con il solo mercato italiano non si sopravvive. Ampliando la visione a quello europeo si comincia a respirare. Ma sono i grandi attori internazionali che garantiscono la completa sussistenza”
Una fase anomala, dove certezze e incertezze si susseguono e ribaltano continuamente ogni previsione. Così potrei descrivere in breve questa stagione 2020, uno spartiacque che ha segnato una divisione netta rispetto al passato e minaccia di compromettere pesantemente (in qualche caso definitivamente) il futuro del settore.

In cinquant’anni di storia del San Pietro si sono vissuti momenti allarmanti, dalla Guerra del Golfo all’11 settembre, ma nessuno di essi ha minato le fondamenta stesse del turismo italiano e mondiale. Perché di questo si tratta: non di un semplice scossone temporaneo che, passato, ripristina le condizioni precedenti o quasi. Ma di una devastazione senza precedenti.
Il San Pietro, nel suo piccolo, ha ammortizzato discretamente questo impatto. I numeri delle stagioni passate sono un’utopia ma, contestualizzando i risultati a quest’anno, la prova può dirsi, ad oggi, superata.

Abbiamo aperto il 3 luglio (a fronte di un 3 aprile programmato) dopo diversi rimandi. Volevamo essere certi di poter applicare scrupolosamente i protocolli e garantire senza margini di incertezza il rispetto delle regole in continua evoluzione. L’albergo è di per sé propenso al distanziamento sociale e questo non è stato un problema, né per il personale né per gli ospiti. Questi ultimi hanno reagito molto bene e, seppur in vacanza e rilassati, hanno ottemperato scrupolosamente ai regolamenti. Dai sondaggi che svolgiamo post-soggiorno è emerso che hanno gradito la vacanza senza la minima difficoltà.

Nonostante questo, i cambiamenti rispetto alle passate stagioni sono più che scontati. Il calo più emblematico riguarda il mercato nordamericano che per il nostro paese è stato distruttivo. Il turismo di lusso in Italia si basa soprattutto sui flussi dall’estero. C’è una nicchia di italiani che è parte di questo segmento ma ne rappresenta una minima percentuale. È un fatto culturale oltre che economico. In Italia abbiamo così tanti luoghi iconici e così tante realtà di rinomanza internazionale che il turismo di lusso pullula ad ogni angolo. Ma questo vanto si è convertito in una criticità.

Con il solo mercato italiano non si sopravvive. Ampliando la visione a quello europeo si comincia a respirare. Ma sono i grandi attori internazionali che garantiscono la completa sussistenza. Non possiamo fare nulla adesso, se non meditare e convertire questo momento negativo in grandi opportunità per il futuro. È un percorso che devono fare tutti perché solo dalle sinergie di tutti sarà possibile intravedere attimi di passato all’orizzonte.

* Owner and General Manager, Il San Pietro di Positano

Commenti

Translate »