Il fuoco divora Sarno Torna l’incubo frane

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Il fuoco divora Sarno Torna l’incubo frane. Un inferno di devastazione sconvolge la comunità di Sarno. Sulle ferite dell’alluvione del 1998 adesso c’è il bruciore del fuoco e in città torna l’incubo del rischio idrogeologico. Oltre tre giorni di fiamme con decine di uomini dei vigili del fuoco impiegati sugli archi montuosi della città: elicotteri, Canadair, mezzi della Protezione civile regionale e locale, pattuglie delle Guardia Nazionale Ambientale di Salerno e dei Carabinieri Forestali della Stazione di Sarno. Uno sforzo congiunto per cercare di placare i tanti focolai appiccati sul monte Saro e Saretto nelle ultime 72 ore.

Dalle avvisaglie al caos. Il primo allarme è scattato domenica mattina, quando un vasto rogo è stato segnalato dai residenti di via Bracigliano. In serata le fiamme si sono estese anche sul versante sud del monte Saretto, nei pressi del centro cittadino. Ore ed ore di lavoro per domare l’incendio che, poco dopo, è ripartito in località Torre Gatto – “Oasi del Voscone”. Quest’ultimo rogo, spaventoso e di vaste proporzioni, ha mandato quasi totalmente in fumo il polmone verde della città di Sarno, la cosiddetta “Pineta”. Ieri mattina, poi, la nuova allerta sul Monte Saro con le fiamme che hanno colpito cinque punti diversi della frazione di Episcopio. Le stessa zolla di montagna dove 22 anni fa, il 5 maggio del 1998, decine di colate di fango si distaccarono dal Saro e travolsero l’intera Episcopio e le località vicine. Le fiamme hanno bruciato la vegetazione ricresciuta dopo l’alluvione del 1998 e riacceso la paura di un possibile rischio idrogeologico, visto anche l’approssimarsi della stagione autunnale.

Fantasmi dal passato. Un contesto che, quindi, ha riportato la mente indietro nel tempo, quando le montagne di Sarno furono soggette a numerosi incendi, tanto che nel ’97 un dossier di Legambiente registrò un vistoso calo della superficie boschiva, con la privazione della vegetazione sulle pendici del Saro. Fenomeni che poi favorirono, insieme alle forti piogge, la tragica alluvione che causò la morte di 160 persone e la distruzione di centinaia di abitazioni. A distanza di 22 anni, il Monte Saro e il Saretto, visti i continui incendi, non nutrono di un ottimo stato di salute e preoccupano fortemente gli esperti in materia per la paura di nuovi smottamenti.

La denuncia di Canfora. Il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora ha parlato di una città che è sotto attacco dei criminali «Sarno è sotto attacco. Bruciano il Saretto ed il Saro, da via Bracigliano al Vascone, da Episcopio a Foce. Fumo e cenere sul nostro territorio e sono andati distrutti ettari di bosco. Combattiamo con le fiamme, cercando di salvare quanto più verde possibile e quanti più versanti delle nostre montagne. Mentre ci sono uomini e donne che in questi giorni non si stanno risparmiando per aiutare la nostra terra, ci sono mani, invece, che continuano ad appiccare incendi in zone diverse, in punti molto alti, aree impervie. Criminali senza scrupoli che fanno scempio della nostra terra. Ci sono indagini in corso, la nostra piena fiducia alle forze dell’ordine, ai magistrati, alla giustizia perché si faccia luce su questo crimine e si individuino i responsabili», ha scritto Canfora in una nota alla popolazione, che da tre giorni convive con aria irrespirabile e cielo cupo per via dei tanti incendi.

Visita del governatore e bagarre social. Proprio ieri mattina, inoltre, il Governatore

della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha dato vita ad un siparietto con il primo cittadino di Sarno in occasione dell’inaugurazione di piazza Padre Marco Salerno nel Comune di San Valentino Torio. Il governatore ha scherzato con il sindaco di Sarno: «Canfora tu fai la bella vita, sei un uomo che si gode la vita e si sta divertendo.

Sei rilassato». Esternazioni diffuse poco dopo sui social che hanno innescato la rabbia della popolazione di Sarno, alle prese con l’emergenza ambientale ed esausta da tre giorni di fuoco e paura. «Mentre Sarno brucia e le sue montagne sono sotto attacco, Il governatore si esibisce in un siparietto totalmente inopportuno in questo momento critico per la nostra città», ha detto il segretario della Lega di Sarno Walter Giordano, nonché consigliere comunale di minoranza. Giovanni Cocca, altro esponente dell’opposizione, ha chiesto lumi ai vari Enti: «In sei anni di amministrazione, con Comune, Provincia e Regione monocolore, cosa è stato fatto per la tutela del patrimonio boschivo? Dov’è il Piano di Assesto Forestale? Dov’è il Piano di Gestione Forestale? Perché la loro redazione non è stata al centro di un dibattito serio e propositivo in tempo utile? Perché non sono stati richiesti i fondi per la redazione di piani che sono alla base di qualsiasi programmazione? Non si può continuare a vivere così».

Fonte La Città di Salerno

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