Cosa può o non può scrivere un giornalista? Articolo 6: doveri nei confronti dei deboli

Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963: E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. 

Ma cosa rientra veramente tra i doveri di un giornalista? E’ bene sapere che non tutte le notizie possono essere riportate allo stesso modo, poiché protagonista di esse potrebbero anche essere soggetti deboli. Andiamo a vedere, dunque, cosa riporta l’articolo 6 del Testo unico dei doveri del giornalista, approvato dal Consiglio Nazionale nella riunione del 27 gennaio 2016.

Articolo 6
Doveri nei confronti dei soggetti deboli
Il giornalista:

a) rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali, in analogia con quanto già sancito per i minori dalla «Carta di Treviso»;
b) evita nella pubblicazione di notizie su argomenti scientifici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate;
c) diffonde notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche;
d) non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che possa favorirne il consumo e fornisce tempestivamente notizie su quelli ritirati o sospesi perché nocivi alla salute.

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