Castellammare di Stabia. Caos: due giorni sulla barella in attesa di un tampone

Castellammare di Stabia. Caos: due giorni sulla barella in attesa di un tampone. Il suo calvario è cominciato sabato mattina, quando – a causa di una sospetta insufficienza respiratoria – ha varcato la soglia del centro Covid dell’ospedale San Leonardo. «Non riesco a respirare: mi sento soffocare», la disperata richiesta ai camici bianchi. Pronti a sistemare il paziente su una barella e a dare il via al protocollo sanitario per i sospetti casi di Coronavirus, primo step per i successivi accertamenti. Rimasti in stand-by per 48 ore, in attesa dell’esito del tampone effettuato presso il nosocomio di Castellammare. Un’attesa infinita e lacerante, capace di convincere il paziente di turno – un giovane di 36 anni, sposato con figli – a lanciare un disperato appello attraverso i social: «Da ieri mattina sono sotto ossigeno al San Leonardo di Castellammare – si legge nel post pubblicato su Facebook – Ricoverato su una barella, in attesa di fare un eco-cuore oppure una Tac in grado di stabilire cosa abbia: tutto ciò è impossibile e quindi la mia vita appesa a un filo perché devo attendere l’esito del tampone da Nola». Un tampone «partito» alle 15 di sabato e poi «smarrito» lungo l’asse Castellammare-Nola-Castellammare: «Non si ha la minima idea di quando verrà esaminato – prosegue il paziente – e il tempo passa. Chiunque voglia aiutarmi in qualsiasi modo, vi prego fatelo ora. Qualsiasi cosa abbia, ho il diritto di combatterla e non spegnermi sotto i colpi della burocrazia». Un dramma-simbolo delle difficoltà registrare nel garantire in tempi rapidi risposte ai migliaia di tamponi effettuati in Campania da inizio settembre. Se all’ospedale di Castellammare si lotta in corsia, a Torre del Greco sono decine i potenziali contagiati in attesa di un verdetto: «Abbiamo effettuato il tampone a metà settimana – lo sfogo di una coppia rientrata dalle vacanze – e fino a oggi non abbiamo notizie. Siamo rinchiusi in casa in quarantena, ma con il passare delle ore la tensione inevitabilmente sale».

Fonte Metropolis

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