Capri. Turismo, strutture abusive: via ai controlli

Capri. Turismo, strutture abusive: via ai controlli. Stop alle strutture turistiche abusive a Capri e isola azzurra zona a turismo prevalente. Per il terziario isolano occorre un codice identificativo e la legittimazione del turismo come attività principale. E Atex Capri, l’associazione che riunisce le strutture extralberghiere che già nel recente passato aveva ribadito le priorità per il futuro del settore terzo all’ombra dei Faraglioni, ha sottolineato sia al premier Giuseppe Conte che nella venuta dell’altro giorno a Capri del governatore della Campania Vincenzo De Luca gli ingredienti giusti per la ricetta del turismo caprese. Punto fondamentale per gli addetti ai lavori capresi ed anacapresi è contrastare il dilagare delle strutture non in regola. Un fenomeno che potrebbe essere arginato, come sostenuto dal presidente Atex Capri, Graziano d’Esposito, con la nascita di un Codice Identificativo regionale o meglio con il regolamento attuativo per rendere operativa la legge sul Codice Identificativo. Uno strumento che consentirebbe, di fatto, la presenza di un albo ufficiale delle strutture extralberghiere le quali, ovviamente, per far parte di tale elenco devono avere requisiti e regolarità per potersi proporre come possibilità di alloggio per i potenziali ospiti. E’ uno strumento atteso da anni hanno spiegato il presidente Atex Capri Graziano d’Esposito, la vicepresidente Teresa Giustiniani, il presidente Atex Campania Sergio Fedele – Le strutture extralberghiere che operano nella legalità sono le prime vittime di questo abusivismo che richiede controlli metodologici e continui. Chiediamo che con velocità e immediatezza si possa e si debba dare il via alla definizione e all’applicazione di questo codice. Solo con adeguati strumenti si può contrastare il dilagare delle strutture non in regola, si tratta di una battaglia indispensabile per regolarizzare il settore. Altro argomento di primaria importanza per il futuro del turismo isolano è l’inserimento dell’isola azzurra nelle cosiddette zone a turismo prevalente.

Fonte Metropolis

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