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Calcio, stadi a porte chiuse fino al 7 ottobre. La reazione del Presidente Colantonio

A seguito del buovo DPCM di ieri firmato da Conte, che chiude ancora una volta le porte degli stadi ai tifosi fino al prossimo 7 ottobre, la S.S. TURRIS CALCIO esprime il suo sdegno attraverso le parole del presidente Antonio Colantonio: Continua, purtroppo, a perpetrarsi una discriminazione nei confronti del mondo del calcio e, per di più, quello professionistico che dovrebbe ricevere le maggiori attenzioni e garanzie. Chi governa il calcio dovrebbe assumersi maggiori responsabilità, perché in questo momento stiamo solo danneggiando lo sport più bello al mondo ed i suoi appassionati. O si riaprono gli stadi, con le dovute limitazioni e precauzioni, o tanto vale rinviare ulteriormente l’inizio dei campionati. Il calcio è, innanzitutto, passione; uno spettacolo che va visto dal vivo senza farselo raccontare dagli altri. Se è vero, poi, che inevitabilmente è anche azienda per chi si assume l’onere di portarlo avanti, continuando a privare le società degli incassi ed imponendo parallelamente rigidi protocolli sanitari, suscettibili di determinare anche stop agli allenamenti con pregiudizio per le condizioni e le prestazioni degli atleti, non intravedo grande futuro per i club italiani, specie quelli di terza serie”. Dopo la promozione in serie C, la società corallina ha dovuto far fronte alle varie problematiche che hanno riguardato la messa a punto dello stadio Liguori, correndo il rischio di non rientrare nei tempi e di non potersi iscrivere al nuovo campionato. Ora, questa decisione del governo, ancora a contrastare la ripartenza economica delle piccole società. “La Turris – prosegue Colantonio – reputa, inoltre, ancora paradossale la possibilità confermata dal fresco Dpcm di consentire l’accesso di mille spettatori in occasione di eventi sportivi minori, determinazione fatta già propria dalla Lega Nazionale Dilettanti, imponendo invece ai campionati professionistici di partire senza pubblico. Premesso che il calcio è di tutti e che vanno tutelati indistintamente i tifosi, non solo gli abbonati, ribadisco – conclude il presidente – l’invito al ministro dello Sport e al governo del calcio a trarre gli opportuni spunti dalla finale-pilota di Supercoppa europea che, il prossimo 24 settembre, sarà disputata ammettendo almeno il 30% dei tifosi rispetto alla capienza dell’impianto. Si tratta, a giudizio della Turris, di un importante apripista”.

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