Ancora incendi e tutto tace

Ravello , Costiera amalfitana . Ancora un incendio! Ancora una mano assassina attenta al nostro territorio e mette a rischio vite umane. Intanto si blocca di nuovo la circolazione e tutto tace; oramai dobbiamo rassegnarci, gli argomenti che interessano sono altri.
Dopo questo ennesimo attentato che subisce la Costiera, e dopo le immagini drammatiche che la TV ci sta rifilando sulle “bombe d’acqua” che hanno massacrato il nord e il Veneto in particolare, ritengo doveroso rivolgere a quanti di dovere un appello.
Ripercorro la Costiera in questi giorni e vedo: terreni attraversati da incendi che attendono rimboschimenti neanche progettati; cumuli di frane che fanno bella mostra di se a varie quote lungo le pendici; macere crollate e non ripristinate; canaloni ostruiti da tutto e di più; corsi d’acqua interrati e invasi da rifiuti di ogni genere; caditoie stradali lungo rotabili e pedonali occluse e diventate “vasi per erbacce”; piccoli cumuli di terriccio e materiali edili disseminati qua e là. Insomma tutto quello che serve per amplificare gli effetti distruttivi anche di piogge solo abbondanti, senza dover attendere gli effetti devastanti delle bombe d’acqua.
Da geologo rivolgo un appello: ai Sindaci in primis; a seguire alle Forze dell’Ordine, in specie a quelle specifiche addette al controllo anche fisico del territorio; agli enti preposti alla salvaguardia del territorio; ma anche ai singoli cittadini:
“Che ciascuno si adoperi per procedere con ogni tempestività ed urgenza a rimuovere dal territorio ogni possibile catalizzatore di distruzione. Di sicuro serve una politica complessiva e mirata per avviare a soluzione il problema del dissesto idrogeologico; di sicuro servono studi, progetti e fondi abbondanti; ma altrettanto sicuramente serve da subito una presa di coscienza ed una sensibilità maggiore affinché ciascuno faccia la propria parte anche con singole e piccole azioni. Che i sindaci si attivino subito a far svuotare le caditoie e i sottostanti pozzetti dalle ditte affidatarie della manutenzione della rete fognaria; che facciano rilevare tutte le situazioni di ingombro delle vie di scolo delle acque meteoriche per ordinarne lo sgombro da parte dei privati; che ogni cittadino si attivi direttamente a rimuovere, e indirettamente a segnalare, materiali depositati e/o sversati. Insomma che ciascuno faccia tutto quanto rientri nelle sue possibilità e dovere, prima di invocare e urlare cosa devono fare gli altri.
Piangere dopo per i danni subiti e, Dio non voglia, per morti e feriti, non serve.
Il territorio, e più in generale la Natura, sono al limite. Che i neo flagelli pandemici non ci distolgano dai flagelli storici che abbiamo dimostrato abbondantemente di sottovalutare.
Quanto agli incendi e agli squallidi personaggi che li innescano faccio una riflessione che vi sottopongo: Come è possibile che nel 21° secolo, e nella “civilissima” Costiera Amalfitana, nessun cittadino sia mai venuto a conoscenza dell’operato di un piromane e lo abbia denunciato? Che sia chiaro a tutti: i piromani sono personaggi squallidi che disonorano la specie umana, ma chi li conosce e non li denuncia non è da meno.

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