Al Voto con Covid. Mascherina e gel, ma c’è fuga di scrutatori

Al Voto con Covid. Mascherina e gel, ma c’è fuga di scrutatori Niente guanti, ma oltre alla scheda e al documento sarà necessario recarsi al seggio muniti di mascherina e ricordarsi di disinfettarsi le mani prima di prendere foglio e matita. Quelle di oggi e domani saranno ricordate come le prime elezioni e si spera pure le ultime nel corso di una pandemia. Per evitare che nei seggi possano diffondersi i contagi da Covid è stato siglato già da alcune settimane un apposito protocollo dal Ministero della Salute e dal Viminale in riferimento alle regole da rispettare nei prossimi due giorni, con 51 milioni di elettori chiamati tutti alle urne per il referendum e in alcune città anche per le Regionali e il rinnovo dei Consigli comunali. Grande lavoro ieri in quasi tutte le città italiane c’è stato per reperire presidenti di seggio e scrutatori: da Nord a Sud a centinaia hanno dato forfait all’ultimo minuto e in alcuni Comuni è stato necessario rivolgersi ai volontari della Protezione Civile per allestire le varie sezioni elettorali.
LE REGOLE
Rigoroso sarà il distanziamento nei seggi e nelle aree di attesa, con percorsi di entrata e uscita diversificati. Non sarà obbligatorio l’uso dei guanti, ma bisognerà disinfettarsi per due volte le mani: all’ingresso al seggio e prima della consegna di scheda e matita. Non è prevista la misurazione della temperatura, anche se permane il divieto di uscire di casa con febbre superiore ai 37,5 gradi o sintomi influenzali ed è pertanto consigliato di testare la temperatura prima di uscire di casa. Già ieri i presidenti di seggio almeno coloro che si sono presentati all’appello hanno dovuto prevedere accessi contingentati agli edifici scolastici dove si vota e organizzare appositi corridoi. I membri dei seggi dovranno anche loro osservare il distanziamento interpersonale e altrettanto dovranno fare con gli elettori. Sembrerà paradossale, ma ci sarà comunque un momento in cui chi si recherà a votare dovrà obbligatoriamente togliere la mascherina: è infatti necessario per il riconoscimento facciale.
LE FILE
Le fasi in cui ci sarà maggiore attenzione sarà dedicata a far disinfettare le mani a tutte le persone che si recheranno ai seggi, quelle stesse mani che dovranno toccare schede, matita e la tendina della cabina elettorale: non saranno ammesse distrazioni. Le file che probabilmente sembreranno più lunghe del solito proprio per il distanziamento – dovranno essere ordinate e garantire la distanza interpersonale di almeno due metri, tutti dovranno tenere correttamente sul viso la mascherina per coprire naso e bocca. Non sono previste corsie preferenziali, ma è stato comunque consigliato di dare priorità agli anziani per votare. Tra gli elettori positivi al Covid-19 e in quarantena, potranno votare quelli che hanno fatto pervenire al sindaco del rispettivo Comune una richiesta per esprimere il voto presso il proprio domicilio, tra questi figura ad esempio Silvio Berlusconi. Gli elettori ricoverati nei reparti Covid potranno votare nelle sezioni ospedaliere, purché le strutture che li ospitano abbiano almeno cento posti letto. Se invece i pazienti sono ricoverati in strutture con meno di cento posti letto, il loro voto sarà raccolto da appositi seggi speciali.
LA FUGA
Se queste elezioni saranno ricordate per essere le prime in tempi di pandemia, altrettanto potranno ricordarsi per la grande fuga di presidenti di seggio e scrutatori. La legge prevede che ogni cittadino che ne ha diritto faccia pervenire richiesta entro il 30 novembre di ogni anno e a quella data, nel 2019 del Covid non ce n’era neppure traccia. Anche per questo ieri, all’apertura dei seggi, si è verificato il computo di una sorta di bollettino di guerra: quasi ogni Comune ha dovuto fare i conti con la rinuncia in massa dei componenti dei seggi elettorali chiamati ad assolvere le procedure di voto. A Milano e a Genova è stato persino necessario un appello del Comune dalle proprie pagine Facebook per reperire gli scrutatori, inviti che hanno raggiunto lo scopo perché nel tardo pomeriggio di ieri si è riusciti ad istituire tutti i seggi. Ma la situazione è stata critica ovunque: a Torino e ad Aosta la metà dei presidenti di seggio ha dato forfait. A Bari, ma anche in tante altre città italiane, si farà ricorso ai volontari della Protezione Civile per sostituire gli scrutatori. Su 253 sezioni è stato necessario sostituire a Messina ben 224 scrutatori. Caos ovunque: a Roma e Napoli numeri identici con 250 presidenti di seggio che hanno dato forfait. Apprese le difficoltà è stato costretto ad un tweet rassicurante il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri: «Non ci sono rischi ha scritto andate a votare». Chi ha rinunciato a comporre i seggi dovrà comunque offrire una valida giustificazione, pena una multa dai 206 ai 516 euro.

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