Accadde oggi, 9 settembre 1943: lo sbarco degli Alleati a Maiori

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Costiera Amalfitana. La mattina del 9 settembre 1943, nel pieno della Seconda guerra mondiale, gli Alleati anglo-americani sbarcarono a Maiori, stabilendo il loro quartier generale a Palazzo Mezzacapo. L’operazione è passata alla storia con il nome di Avalanche.

Ecco i fatti:

Il 3 settembre 1943 le forze anglo-americane erano sbarcate in Calabria attraverso lo stretto di Messina sotto il comando del generale Montgomery. Il giorno dello sbarco il governo italiano siglò un patto, conosciuto come l’Armistizio di Cassibile, non reso pubblico dal capo del governo, Pietro Badoglio, prima dell’8 settembre. Nei giorni che vanno dalla firma dell’armistizio al pubblico annuncio dai microfoni dell’Eiar, gli Alleati, visto il tergiversare del governo italiano, colpirono la penisola con intensi bombardamenti soprattutto sulle città di Civitavecchia, Viterbo e Napoli.

Solo alle 18:30 del giorno 8 il generale Eisenhower lesse il proclama da Radio Algeri, per poi essere seguito, circa un’ora più tardi, da Badoglio:
“Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.

Le ore immediatamente successive all’annuncio del capo del governo furono drammatiche, le forze tedesche misero in atto la controffensive, molte truppe italiane, lasciate senza direttive, furono fatte prigioniere per poi essere portate nei campi di concentramento. Alle ore 3:30 del mattino, invece, la fascia costiera che va da Maiori ad Agropoli divenne il palcoscenico di uno degli atti decisivi della Seconda guerra mondiale.

Gli ideatori dell’impresa denominata “Operation Avalanche” furono il comandante Dwight D. Eisenhower, il generale Mark Wayne Clark ed il vice ammiraglio Henry K. Hewitt, avendo come obiettivo l’allontanamento dei tedeschi dal Meridione, raggiungere Napoli e poi liberare Roma. Salerno fu preferita al golfo di Gaeta perché più vicina alla Sicilia e le caratteristiche orografiche permettevano alla marina militare una vasta visuale sulle operazioni di sbarco. Durante il Ventennio Fascista, la Piana del Sele venne bonificata, anche se la rete di canali ostacolò e non poco le operazioni di attraversamento. Fu decisivo, per la scelta del capoluogo campano, la fitta rete di diverse vie di comunicazione che vi confluivano: dalla SS 18 Tirrenia che va da Napoli a Reggio Calabria, alla SS 88 dei Due Principati che arriva fino ad Avellino, dalla SS 19 delle Calabrie che giunge fino a Catanzaro, al valico di Chiunzi che collega facilmente Maiori a Napoli, dalla strada ferrata all’aeroporto di Montecorvino Rovella.

Oltre 400 navi sostavano lungo il Golfo di Salerno, usando il Sele come divisore, la forza d’invasione sbarcò su sei spiagge tra Pontecagnano e Battipaglia mentre altri quattro sbarchi avvennero tra Paestum ed Eboli. La controffensiva non si fece attendere, l’aviazione tedesca, la Luftwaffe, provoco gravi perdite nelle operazioni di sbarco, ma fu messa a tacere dai cacciatorpedinieri degli Alleati, che poi proseguirono a bombardare le zone costiere per contrastare la risposta terrestre. A Vietri, invece sbarcarono la Special Service Brigade mentre i Rangers con mezzi anfibi a Maiori.

Al mattino, gli Alleati erano alle porte di Cava dei Tirreni, dove avvenne in saccheggio della città da parte dei tedeschi, seguiti poi dagli stessi cavesi stremati dalla fame. Gran parte della popolazione si rifugiò nell’abbazia della Santissima Trinità dove venne accolta dall’abate Ildefonso Rea. La battaglia di Cava andò avanti per venti giorni e si concluse quando i cittadini, vista l’occupazione della città da parte dei tedeschi, cominciarono a collaborare con i liberatori. Le truppe degli Alleati superarono Cava procedendo per l’agro nocerino-sarnese per poi, il 1° ottobre ’43 alle 9:30 del mattino, entrare a Napoli, dichiarano così conclusa l’operazione Avalanche.

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