A Positano la danza celebra la resistenza foto

Positano – Ieri sera si è conclusa la 48^ edizione del Premio Positano Premia la Danza Léonide Massine un evento, come sottolineato dalla direttrice Laura Valente, all’insegna della resistenza, anzi “resistencia“, sì perché al centro della scena virtualmente e moralmente c’era lei: Alicia Alonso, la più grande ballerina di tutti i tempi. L’abbiamo vista in un filmato di qualche anno fa, ormai cieca, battere il tempo, “seguire con gli occhi del cuore” la performance della sua erede Viengsay Valdes, tra i premiati di ieri sera. Profonda commozione hanno suscitato anche le parole di ringraziamento dell’ambasciatore cubano José Carlos Rodríguez Ruiz, che ha ritirato il premio in nome della bravissima Valdes, che, come tutti gli altri premiati a causa della pandemia, ha partecipato all’evento solo virtualmente inviando un breve filmato. Cuba è terra di “resistencia“, ma soprattutto di “solidaridad“, noi italiani abbiamo ancora negli occhi la brigata “Henry Reeve”, quella composta da 50 medici cubani che atterrò a Milano nell’ora più buia, quando i camion dell’Esercito Italiano snodavano la loro tristissima teoria lungo le autostrade diretti ai crematori come  neri grani di un rosario di dolore. In quell’ora difficilissima Cuba c’è stata per l’Italia. La danza è un inno alla vita, è pura poesia in movimento come ha sottolineato un Giancarlo Giannini (Premio Luca Vespoli 2020) particolarmente ispirato, che ha deliziato l’uditorio stemperando le emozioni forti della serata, leggendo poesie ispirate alla danza, accompagnato dal grande sassofonista Marco Zurzolo (Premio Speciale Positano Musica 2020) altro artista che come il compianto fratello Rino sa toccare le corde del cuore, e a proposito di amori e emozioni, beh ieri sera c’era anche chi per 14 anni  ha tenuto noi instancabili lettori col fiato sospeso, combattuti tra Enrica e Livia, le due amate compagne del Commissario Ricciardi, sto parlando dello scrittore Maurizio de Giovanni che con Marco Zurzolo ha invece recitato Napoli alla sua maniera, con parole che sanno sempre dipingere più che descrivere certi luoghi del cuore. Ma torniamo ai premiati, tutti virtualmente presenti con uno “speech” come ricordava dal palco Alfio Agostino. Il PRIX BENOIS-MASSINE è stato assegnato a Sir Anthony Dowell, un grandissimo della danza classica. il Premio Positano invece ha esaltato e omaggiato la bravura  di:  Viengsay Valdés, danzatrice principale e Direttrice del Balletto Nazionale di Cuba, Alyona Kovalyova del Teatro Bolshoi di Mosca, del ballerino portoghese Marcelino Sambé, del russo Oleg Ivenko, quest’ultimo noto al grande pubblico perché interprete principale del film White Crow di Ralph Fiennes, omagio all’indimenticabile Rudolf Nureyev. Premiata anche Valentine Colasante, l’unica italiana attualmente col titolo di étoile dell’Opéra di Parigi, il cubano Alejandro Virelles e lo spagnolo Roger Cuadrado, quindi il solista di spicco del Balletto dell’Opera di Roma: Giacomo Castellana, la coppia di ballerini del Teatro La Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, la prima ballerina Martina Arduino, il russo Artemiy Belyakov del Teatro Bolshoi di Mosca, infine Julie Guibert, direttrice artistica del Ballet de l’Opéra de Lyon. Il Premio speciale Positano alla creazione originale quest’anno è andato a: VIVIANESQUE di Gennaro Cimmino che con quest’opera ha voluto ricordare il grande drammaturgo stabiese Raffaele Viviani. Ma il Premio ” Léonide Massine” è diventato col tempo uno dei più prestigiosi del panorama coreutico internazionale grazie anche alla professionalità di  Alfio Agostini (direttore di Ballet2000), Valeria Crippa (Corriere della Sera), Brigitte Lefevre (direttore Festival de Cannes), Nina Loory e Laura Valente (Prix Benois de la dance del Bolshoj MOSCA/Massine ITALIA) e Roger Salas (El Pais) giurati eccellenti che meritano di essere ringraziati per quanto fatto. Dulcis in fundo, il Sindaco di Positano Michele De Lucia, che nonostante la pandemia, attento ai protocolli, a fine mandato ha tenuto fede alle sue promesse di non abbandonare il mondo dello spettacolo e della cultura: non è poco e Positano ne deve essere orgogliosa.
di Luigi De Rosa

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