Scuole. Prof e bidelli, 200 mila allo screening anti covid a fine agosto per la scuola

Riapertura delle scuole e screening per il contenimento e il contrasto di Covid 19: a partire dal 24 agosto, e fino al 30 di questo mese, scatta la prima fase per l’accesso ai test rapidi e sierologici per la ricerca degli anticorpi, del personale scolastico, docente e non docente. In totale si tratta di una platea di circa duecentomila persone: oltre 166mila dipendenti pubblici ai quali si aggiungeranno circa 20mila che lavorano negli istituti privati e paritari. La decisione al termine di una riunione che si è svolta ieri mattina presso l’unità di crisi regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica. Nella prima fase accederanno al test tutte le persone in servizio alla data di avvio della campagna. Le rappresentanze dei medici di famiglia, deputati ad effettuare lo screening, hanno già avanzato la richiesta di far slittare agli inizi di settembre la procedura per superare lo scoglio del periodo feriale.
LO SCREENING
La partecipazione allo screening, da parte del personale scolastico, sarà volontaria e si articolerà in due fasi: la prima consiste nella somministrazione di test rapidi o sierologici su richiesta. Alle scuole spetta avviare campagne informative ad hoc. Locandine e brochure saranno affisse in tutti gli istituti della Campania. La seconda fase consiste nella successiva somministrazione, obbligatoria, dei test molecolari (tampone ed estrazione dell’Rna virale) a chi, avendo aderito alla somministrazione del test sierologico, risultasse positivo. Il personale docente e non docente delle scuole pubbliche statali potrà rivolgersi al proprio medico di medicina generale, mentre quello delle scuole non statali, paritarie e private, dovrà rivolgersi al distretto della propria Asl. La distribuzione dei kit sierologici è a cura del ministero della Salute ed è prevista entro il 10 agosto. Ogni medico eseguirà 20 test. A questi ultimi la Sogei trasmetterà l’anagrafe del personale scolastico di competenza. I test rapidi su sangue capillare saranno effettuati presso gli studi. L’Asl manderà i kit ai distretti, mentre i coordinatori delle nascenti aggregazioni funzionali territoriali (Aft) li ritireranno programmando una seduta di studio dedicata a questa attività. I medici di famiglia – tramite le loro principali rappresentanze sindacali nazionali afferenti alla Fimmg – hanno già comunicato alla Regione la loro disponibilità ad eseguire i test anche per il personale delle scuole private e paritarie a titolo gratuito. Nel caso in cui ci fosse un soggetto positivo scatterà la segnalazione al Dipartimento di prevenzione, tramite la piattaforma regionale Sinfonia, con la richiesta del tampone e l’invio di camici bianchi delle Usca per il prelievo nasofaringeo. Nel vertice di ieri si è messo a fuoco anche il nodo della gestione di bambini e alunni che, all’ingresso a scuola o durante le lezioni, avessero la febbre. Le disposizioni, in base a quanto previsto dalle linee guida ministeriali, prevedono che lo scolaro venga collocato in una saletta dedicata (da individuare in ogni istituto) in attesa che i genitori vadano a prenderlo. Il minore va poi portato a casa e tenuto in isolamento.
I TAMPONI
Avvertito il medico di famiglia, o il pediatra, e sulla scorta di un triage telefonico, scatterà se necessaria la prenotazione del tampone. L’esecuzione avverrà a domicilio tramite le Usca. In caso di positività scatteranno in seguito tutte le misure di controllo e profilassi, dalla temporanea chiusura della scuola alle sanificazioni, ai test alla popolazione scolastica di quell’istituto, al contact tracing. Centrale dunque, nello screening, il ruolo dei medici di famiglia e dei pediatri di base: nei giorni scorsi, in Regione, sono state intanto ufficialmente presentate le Aft (aggregazioni funzionali territoriali) che non oltre il 15 settembre saranno obbligatoriamente operative. Si tratta di 174 aggregazioni di studi medici attivate in tutta la Campania e che consentiranno ad almeno uno dei 20 studi associati, di restare sempre aperti, dalle 8 del mattino alle 20. L’obiettivo è configurare anche con una minima dotazione tecnologica, una risposta assistenziale di primo livello, prossima al paziente e attiva nell’arco delle 12 ore. Lo sguardo è rivolto non sono allo scenario Covid ma alla presa in carico dei pazienti cronici, anche con strumenti di telemedicina e teleassistenza. Ettore Mautone Mattino

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