Scavi di Pompei, ressa agli ingressi: turisti in fila sotto il sole per ore

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Scavi di Pompei, ressa agli ingressi: turisti in fila sotto il sole per ore. Assembramenti e malori racchiusi in due chilometri di fila alla biglietteria di Porta Anfiteatro. Ormai è routine che il martedì, il giorno dopo la chiusura settimanale, davanti ai tre ingressi degli Scavi archeologici si assista a scene di litigi – tra turisti, addetti alle biglietterie e guardie giurate incaricate dalla Soprintendenza di misurare la temperatura – e malori e al puntuale arrivo dei carabinieri per riportare l’ordine.

I problemi sono sempre gli stessi: temperature corporee oltre i 37 gradi – cosa normale dopo ore di attesa sotto il sole -, ritardi ai varchi di oltre 15 minuti di tolleranza rispetto all’orario prenotato, la chiusura dei cancelli una volta raggiunto il numero massimo consentito dei 5.100 ingressi. Tutti disagi che mandano in tilt la pazienza dei visitatori (che si vedono negare la visita dopo aver pagato il biglietto), delle guide turistiche (che devono dividere il gruppo e lavorare il triplo per un compenso unico) e dei tour operator che ci rimettono soldi.

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L’episodio più assurdo è capitato a una famiglia francese. Pur di non rinunciare al tour tra le antiche vestigia i francesi erano disposti anche a rimanere in attesa per ore, cambiando l’orario di ingresso, come è stato loro consigliato. Così, il capo famiglia ha telefonato al numero a pagamento messo a disposizione da ticket one, numero dedicato solo al cambio orario. Ma dopo una lunga trattativa, costata 20 euro al turista, il problema non è stato risolto e i francesi sono dovuti andare via senza aver potuto visitare il Parco Archeologico. «Eppure basterebbe poco – spiegano i tour operator -, basterebbe sospendere almeno per agosto il giorno di chiusura». Ma su questa possibilità il direttore generale del Parco Massimo Osanna è stato irremovibile per il rispetto dei dispositivi anti Covid-19. «Ma che senso ha chiudere un giorno – ribadiscono le guide – se poi si creano assembramenti agli ingressi proprio perché il lunedì il sito è chiuso? La situazione è preoccupante e temiamo che possa degenerare con episodi più gravi che vadano oltre i litigi verbali. A volte la tensione è così alta, soprattutto quando i turisti si vedono negare gli ingressi, che temiamo si possa arrivare alle mani. È assurdo che ogni volta devono intervenire i carabinieri».

Sul versante investigativo continuano le indagini coordinate dalla procura di Torre Annunziata per l’identificazione della turista che, il giorno di Ferragosto, ha «profanato» il patrimonio culturale. I carabinieri del posto fisso degli Scavi di Pompei stanno lavorando su una traccia. Secondo indiscrezioni degli ambienti investigativi ci sarebbe un testimone pronto a raccontare ciò che ha visto. L’uomo, un turista italiano ancora a Napoli in vacanza, leggendo «Il Mattino» si è ricordato della ragazza che sarebbe entrata davanti a lui da piazza Esedra. Anche se non ha assistito alla scalata illegale sul tetto delle Terme Centrali, l’uomo potrebbe fornire l’orario esatto il cui la giovane ha varcato l’ingresso proseguendo fino a via Stabiana. Elementi, tuttavia, ancora non acquisiti a verbale e quindi non ancora vagliati. La ragazza rischia fino ad un anno di reclusione e 3mila euro di multa. Le indagini vertono su due filoni investigativi: uno riguarda l’identificazione della turista per denunciarla, l’altro punta a stabilire come mai nelle Terme Centrali non fosse presente nessuno del personale a guardia e a tutela del complesso termale.

Intanto i sindacati hanno deciso di sospendere l’assemblea indetta per oggi. La decisione è giunta a margine dell’incontro di ieri avvenuto tra le organizzazioni sindacali rappresentate da Antonio Pepe della Cisl, Nicola Mascolo della Flp e da Michele Cartagine Unsa, e l’amministrazione, rappresentata Davide Russo, funzionario amministrativo e responsabile dell’ufficio bilancio, da Pietro Oliva, responsabile del servizio di vigilanza, e da Francesco Muscolino, direttore degli Scavi di Stabia. «Vista la disponibilità dimostrata dai funzionari – hanno evidenziato i sindacati – e considerato che l’eventuale chiusura degli Scavi avrebbe causato un grave disservizio al pubblico, nonché un danno d’immagine per il Parco Archeologico di Pompei, abbiamo condiviso di cercare di risolvere le criticità segnalate e pertanto sospendiamo l’assemblea indetta per oggi». I sindacati hanno chiesto all’amministrazione di applicare il protocollo sanitario per salvaguardare il personale dal contagio da Coronavirus.

Fonte Il Mattino

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