Restyling Hotel Mary (Vico Equense), ricorso dell’avv. Orazio Abbamonte.

E’ l’avvocato Orazio Abbamonte a firmare il ricorso al TAR Campania presentato da alcuni privati avverso un intervento di riqualificazione edilizia all’Hotel Mary di Vico Equense che comporterà “…un significativo incremento volumetrico di 3.380 mc (circa il 27% dell’esistente), in totale spregio delle vigenti disposizioni”. I ricorrenti sono condomini dirimpettai dell’Hotel che, visto l’avvio dei lavori presso la struttura, hanno fatto richiesta al Comune di Vico degli atti autorizzatori che, nel marzo scorso, sono stati rilasciati dall’Ente.
Dall’analisi delle carte emerge che il via libera all’intervento scaturisce da un atto approvato dal Consiglio Comunale di Vico Equense con delibera N°65 dell’8 novembre 2016 con la quale veniva concessa un’autorizzazione in deroga al PRG secondo i ricorrenti in palese violazione delle norme urbanistiche vigenti con particolare riferimento al Put. Una deroga, spiega l’avv. Abbamonte, che “…può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza fra i fabbricati, fermo restando il rispetto di quanto disposto dalla legge regionale 35/87 e dagli articoli 7, 8 e 9 del D.I. 1444/68”. Tale ultima parte nel deliberato del Consiglio comunale viene omessa. L’Hotel oggetto d’intervento ricade in “…zona territoriale di protezione 1b del Put, una zona per la quale si deve assicurare l’inedificabilità sia pubblica che privata”. In più, solo per gli edifici anteriori al 1955, è consentito un incremento pari al massimo del 10% dell’esistente, con un massimo di 15 mq, mentre è permesso intervenire con restauro conservativo e manutenzione ordinaria e straordinaria. “Inutile dire che il progetto approvato supera largamente questi limiti, percentuali ed assoluti – scrive Abbamonte – per cui è evidente che l’intervento in questione non avrebbe potuto essere autorizzato: non soltanto perché lo stesso strumento urbanistico generale vigente espressamente vieta il pdc in deroga, quando in violazione del Put; ma perché la deroga di cui all’art. 14 Dpr 380/2001 mai può riguardare il Piano Urbanistico Territoriale, ma solo gli strumenti urbanistici generali comunali”.
Nei giorni scorsi la vicenda è rimbalzata sulle cronache a seguito di una denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata dall’associazione WWF Terre del Tirreno che, rilevando l’irregolarità dell’iter autorizzatorio evidenzia, tra l’altro che “…sulla inderogabilità delle disposizioni del PUT è intervenuto di recente il Consiglio di Stato IV Sezione, che con sentenza n°3270/20 ha condiviso l’impianto giuridico della sentenza emessa dal TAR Campania VII sezione n°6699/18 ove si affermava che le norme dei piani paesistici e, nello specifico, del PUT della Costiera Sorrentino-Amalfitana, non erano derogabili dalla L.r. 19/09 (cosiddetta legge del piano casa). Figurarsi se possono essere derogate da una Delibera di Consiglio Comunale di uno dei Comuni dell’area”. Insomma il Consiglio Equense ha assunto un atto illegittimo da cui sono scaturite le autorizzazioni per l’intervento all’Hotel Mary. La storia però si arricchisce di altri elementi tutt’altro che secondari e che aprono nuovi scenari. L’intervento all’Hotel Mary non è infatti l’unico ad essere stato autorizzato dal Comune di Vico Equense sulla base di questo atto amministrativo che fonda la concessione della deroga previo riconoscimento del pubblico interesse per la sua realizzazione. L’operazione risale al 2015 quando, col supporto di Invitalia presieduta da Domenico Arcuri (attuale commissario governativo per l’emergenza covid) sei hotel di Vico Equense “uniscono le forze per diventare più moderni e attrattivi”, si legge sul sito dell’Ente Statale che presenta l’operazione come un fiore all’occhiello della sua mission.
Siamo a Vico Equense (Napoli), a breve distanza da Sorrento, in un contesto dall’alto potenziale turistico. Da qui parte l’investimento di 23,3 milioni di euro di un gruppo di alberghi che hanno deciso di agire in “rete” per ottenere il massimo beneficio sul territorio. Ad affiancarli c’è Invitalia, che attraverso il Contratto di sviluppo ha concesso un finanziamento complessivo di 12,5 milioni di euro. L’obiettivo è elevare gli standard di tutte le strutture coinvolte, mediante interventi di ampliamento e riqualificazione. I lavori permetteranno di soddisfare una delle richieste crescenti dei viaggiatori italiani e stranieri: soggiornare in hotel di alto livello, dotati di ogni comfort e di servizi di eccellenza in grado di elevare il livello dell’esperienza turistica”.
L’operazione edilizia quindi si avvale di un contributo statale di 12 milioni e mezzo di euro su complessivi 23 mln di euro e troverebbe il punto di forza, oltre che nell’ammodernamento delle strutture, nella creazione di 46 posti di lavoro. Si legge infatti nella scheda di Invitalia: “Il progetto prevede la creazione di 46 nuovi posti di lavoro. L’iniziativa rientra nell’Accordo di Programma Quadro firmato da Ministero dello Sviluppo economico, Regione Campania e Invitalia ed è stata realizzata in sinergia con il Comune di Vico Equense”.
Vediamo allora oltre all’Hotel Mary quali sono le altre strutture che hanno beneficiato del finanziamento pubblico per l’ammodernamento edilizio realizzato grazie ad analoghi atti amministrativi prodotti dal Comune di Vico Equense in deroga al PRG.
“In prima fila c’è l’Hotel & Resort Le Axidie, che verrà interamente ristrutturato e dotato di una nuova zona relax. Sarà inoltre riqualificato lo stabilimento balneare. Il progetto di rilancio coinvolge anche l’Hotel Mary e l’Hotel Capo La Gala (realizzazione di nuove camere, miglioramento strutturale, impiantistico e di arredamento), lo stabilimento balneare Bikini, che diventerà anche un albergo, e una struttura ricettiva sul monte Faito, al momento inattiva, il cui standard sarà innalzato per l’acquisizione della categoria lusso. Sarà inoltre restaurato un antico fabbricato attualmente in abbandono, per trasformarlo in una struttura ricettiva di charme”.
Il commento di Arcuri esalta la capacità dell’imprenditoria equense di fare rete: “Questo investimento conferma l’attenzione che rivolgiamo allo sviluppo dell’offerta turistica, soprattutto quando le imprese si muovono in una logica di filiera, con una visione comune sugli obiettivi da raggiungere e sulle azioni da mettere in campo. In Italia, e nel Sud in particolare, è importante che i sistemi turistici investano per migliorare i propri standard di ricettività, rendendosi più appetibili e creando i presupposti per nuova occupazione”. Sempre sul sito di Invitalia c’è anche il commento di Antonio Savarese, amministratore unico de “Le Axidie” che evidenzia: “Questo risultato è la dimostrazione di come sia possibile una collaborazione tra pubblico e privato. Grazie a Invitalia, Comune, Regione e a tutti gli enti preposti, alcune delle più importanti strutture turistiche della penisola sorrentina investono sul territorio, riqualificando la propria offerta, aumentando l’occupazione e sviluppando le potenzialità delle strutture stesse e del comprensorio”.
A questo punto il ricorso al Tar dell’Avv. Abbamonte e la denuncia del WWF portano alla luce non soltanto un’operazione edilizia che appare evidentemente illegittima, ma l’uso di cospicue risorse pubbliche per realizzarla in virtù di un atto di consiglio comunale che, diversamente, non avrebbe consentito la realizzazione degli interventi.

(nella foto tratta dal web l’Avv. Orazio Abbamonte; fonte dell’articolo “Mezzogiorno e D’Intorni” ediz. 15 agosto 2020)

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