Piano di Sorrento. Il gesto di affidarsi completamente alla Mamma Celeste nel racconto del Prof. Ciro Ferrigno con un aneddoto sulla Madonna di Positano

Piano di Sorrento. Riportiamo il bellissimo “Racconto del lunedì” del Prof. Ciro Ferrigno intitolato “Affidarsi completamente”.

Noi pure crediamo in Dio, nella Madonna, nei santi, eppure, in confronto alle generazioni passate, ci manca qualcosa. Non abbiamo più quella capacità di affidarci completamente perché siamo cresciuti e l’affidarsi è caratteristica dell’infanzia. Oggi tutta l’umanità è cresciuta col progresso, l’istruzione, i mezzi di comunicazione disponibili, rapidi e veloci, tutto le racconta la televisione, la medicina con i suoi esperti ha mille risposte ai suoi quesiti, affidarsi completamente alla Madonna è un po’ passato di moda, casomai è la riserva ultima, un miracolo è sempre possibile e Lourdes lo dimostra. Chi, da sempre, si affida completamente è il cane, anima pura, che ama senza condizioni e si affida al suo amico uomo pure quando questi lo abbandona su una piazzola dell’autostrada, l’amico che non sa che ne dovrà rispondere dinanzi a Dio perché amor con amor si paga!
Eppure ci fu un uomo che, quando si accorse di aver contratto il vaiolo, non andò dal dottore, volle solo un’immagine della Madonna di Galatea, la poggiò sulla parte dolorante e, al risveglio, si rese conto di essere completamente guarito. Mia nonna Maria, non si fermò dinanzi ai responsi dei medici, i quali avevano sentenziato l’impossibilità di guarigione per la figlia Francesca, che era sordomuta dalla nascita; in un impeto di fede e passione, chiese un miracolo all’Assunta di Positano e la bambina parlò. La nonna era una contadina analfabeta, i preti le avevano parlato della Madonna che tutto può e lei ci aveva creduto per davvero.
La cara Italia Esposito, che ho avuto il piacere di avere per alcuni anni nel mio Gruppo e che, purtroppo, ci ha lasciati, in più di un’occasione, ebbe modo di raccontarmi un fatto che riguardava la sua infanzia. Durante la guerra abitava a Napoli, a Posillipo, con la madre ed i fratellini. Orbene, mai, durante i bombardamenti la madre volle lasciare la casa per scendere nei rifugi. Ogni qualvolta che si sentiva l’allarme aereo, la mamma prendeva il quadro della Madonna e lo metteva sul tavolo, loro si sedevano tutti intorno e cominciavano a pregare. Solo una volta ebbero una grande paura per una bomba che cadde poco distante dal loro palazzo. Mia madre, invece, aveva un rapporto diverso col quadro della Madonna di Pompei che teneva a capo letto. Negli anni Cinquanta, nel dopoguerra, quando tardava la chiamata per l’imbarco di mio padre e si riaffacciava lo spettro della disoccupazione e della fame, prendeva il quadro e lo metteva sotto il letto con l’Immagine capovolta e non pregava più. Anche quello era un modo di affidarsi completamente alla Madonna, con quella fede irriverente che faceva dire al Poeta Francesco Saverio Mollo: “Dio jastemmato, Tu si’ ‘o Dio creruto!” e, certo è che funzionava, pochi giorni e la chiamata per l’imbarco arrivava!
Sono ricordi che tornano dal passato prossimo o remoto e potrei raccontare tante altre storie, ma la verità è una sola, oggi non crediamo più in niente e in nessuno e pure la fede ne ha fatto le spese.
Di tempo ne è passato e non saprei dire se vivevano meglio loro con la fede ingenua, vera e viva o noi con la fiducia illimitata nella scienza. Mi fanno tenerezza certe persone che, terrorizzate dalla pandemia, camminano per strada con mascherine e visiere, guanti fino ai gomiti e la borsa piena di disinfettanti. Sono e siamo figli di un tempo di paura, precarietà e sconforto, quando il totale affidamento alla Madonna e ai santi e l’abbandono alla misericordia di Dio, già sperimentata dai nostri vecchi, forse ci farebbero vivere meglio!

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