Penisola sorrentina, mare proibito ai pendolari e circum vuota ad agosto

L'interessante articolo di Mauro De Riso su Repubblica

Il mare in costiera è proibito ai pendolari anche ad agosto. E beccarsi l’alt alla stazione è un rischio che non vale la pena correre. Questo è quanto scrive Mauro De Riso per Repubblica.

Accade così, in un sabato in cui l’afa sprona ad immergersi nel mare cristallino, che in pochi siano ancora disposti a mettersi in viaggio in Circumvesuviana verso le località balneari della penisola sorrentina. “Qui non puoi sederti” è il rimprovero che un bambino rivolge ad un suo coetaneo, mostrandogli l’indicazione “Lasciare libero il posto” piazzata sul sedile accanto al suo. Le disposizioni anti Covid impongono mascherina al volto e distanziamento sociale a bordo del treno. Ma stavolta in pochi restano in piedi.

E di spazio a disposizione per accomodarsi ce n’è in abbondanza. La corsa delle 10.43 da Torre Annunziata parte in ritardo. Alla stazione di Castellammare ci sono due giovani seduti accanto alla balaustra. Entrambi in tenuta da mare, aspettano l’arrivo del treno sul binario 2. “Ma quando passa il treno di qui?” si chiedono con spiccato accento romanesco. Li ascolta un anziano signore. “Se volete andare al mare, è inutile avventurarvi di là. Non vi fanno andare” spiega con voce sommessa e provata dal caldo.

Sabato 8 agosto 2020, alle 11.20 passa il treno. E i vagoni sono semivuoti. Un ragazzo prenota al telefono due posti per andare in spiaggia a Vico Equense. Riesce a trovare ancora uno spiraglio in uno dei lidi della Marina di Vico, gli unici accessibili ai non residenti. Sulle spiagge libere, è ancora in vigore l’ordinanza che vieta l’accesso a chi non risiede o non alloggia in città. Per i pendolari c’è un’unica soluzione: accedere al mare soltanto a pagamento. Una coppia di turisti inglesi si gode la visuale dai finestrini. “Wonderful” esclama la ragazza, restando a bocca aperta nel guardare il golfo di Napoli dal ponte di Seiano.

A Meta ci sono i lidi più economici, ma la ressa delle scorse settimane ormai non si vede più. Scendono in dodici dal treno alla fermata metese. Ormai sanno che, dopo le scale che portano in centro, arriverà l’alt. Tre operatori della protezione civile fermano le auto e i passanti a 100 metri dalla stazione. Un signore in una Panda rossa gli mostra la carta d’identità. Può andare. Niente da fare invece per tre ragazze che a piedi erano pronte a scendere verso il lido Marinella. Non sono residenti e devono rinunciare al mare.

“Ne abbiamo già fermati 60” spiegano i volontari della protezione civile. E poco più giù, a circa un chilometro dalla stazione, c’è la polizia municipale, pronta ad imporre lo stop a chi è sfuggito alle grinfie del primo check point. “Non c’era nessun preavviso alle stazioni” afferma sorpreso un ragazzo, in cerca di un’altra spiaggia in cui concedersi un tuffo senza dover necessariamente pagare il biglietto. “A Sorrento si può” gli dicono. Chi alloggia, d’altra parte, viene accolto a braccia aperte. Tutti gli altri devono arrangiarsi.

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