Napoli. Bambino morto folgorato in piscina, i genitori donano gli organi al Santobono per altri piccoli

Folgorato nella casa della nonna dopo un bagno in piscina: un bimbo di 5 anni è morto cinque giorni fa al Santobono a causa di un grave incidente domestico mentre era in vacanza in Campania. I genitori, entrambi infermieri di origine campana (Portici e Torre del Greco) ma residenti in Toscana, hanno fatto di tutto per soccorrere e rianimare il loro bambino riuscendo a condurlo ancora cosciente al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Napoli. Qui gli sforzi per stabilizzarlo si sono tuttavia infranti su un enorme macigno rappresentato dal gravissimo edema cerebrale conseguente alla scossa ricevuta per cui non si è riusciti ad evitare il decesso del bimbo. La madre e il padre del piccolo, in uno slancio di grande generosità e nonostante il dramma appena vissuto, hanno scelto di donare i suoi organi per dare speranza di vita ad altri quattro bambini gravemente malati e in attesa di trapianto. È noto che i trapianti in età pediatrica sono molto rari per la altrettanto infrequente circostanza di decessi che consentano il prelievo degli organi. Ragione per cui malattie renali, cardiache epatiche e degenerative a danno di altri organi trapiantabili danno poche speranze di vita. Un estremo gesto di amore e di rispetto della vita quello compiuto dai genitori del piccolo, sebbene straziati dal dolore di dover sopravvivere al loro bambino. L’equipe di rianimazione dell’ospedale pediatrico ha attivamente collaborato con il Centro nazionale trapianti e con quello regionale coordinato da Antonio Corcione per prelevare le cornee, il fegato, i reni e il cuore, rimasti completamente indenni dalla folgorazione. Organi che, come da norma, non è possibile sapere a chi siano stati donati. Quel che è certo invece è che l’iter prevede che siano prima esplorate liste di attesa e compatibilità con piccoli pazienti in attesa nella regione in cui avviene il prelievo degli organi, poi si passa al livello nazionale e, in caso di incompatibilità genetica o morfologica, si esplora il fabbisogno a livello internazionale.
ESTREMO GESTO DI AMORE
«La morte di un bambino è un dramma immenso per la famiglia, per i suoi cari e per l’intera comunità – dichiara Anna Maria Minicucci, commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Santobono Pausilipon – la scelta di donare gli organi – aggiunge – è un grande gesto di amore e generosità che regala speranza. Ringrazio la mamma e il papà del piccolo che ho chiamato per dare il segno di apprezzamento al gesto di estrema generosità di cui si sono resi protagonisti ed ho espresso loro la mia vicinanza e di tutti gli operatori in servizio al Santobono e al Pausilipon che prima di essere professionisti della sanità campana sono uomini e donne e padri e madri». A quanto si apprende il Santobono sta per essere accreditato come centro di riferimento regionale per i trapianti di rene pediatrico in aggiunta, al Centro sud, alla strutture dedicata del Bambin Gesù a Roma. Altrettanta disponibilità ad assecondare la volontà dei genitori è stata espressa dai magistrati della Procura di Napoli che hanno acconsentito, nei tempi tecnici necessari, al prelievo degli organi del bambino prima del trasporto della salma all’obitorio del Policlinico Federico II dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli eventuali rilievi autoptici prima di consentirne le esequie previste comunque a breve. Una complessa macchina quella che si è messa in moto per consentire questo traguardo che ha investito la componente rianimativa, chirurgica, anatomopatologica (entrata in campo per verificare l’istocompatibilità tra donatore e riceventi). Per finire la trafila burocratico amministrativa che, trattandosi di un minore, ha richiesto anche l’intervento della Procura e del Tribunale dei minori. Ettore Mautone. Il Mattino

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