Missione fallita per la Juve in Champions esclusa dal Lione, Sarri invece del pass per la finale stacca quello per l’esonero

Più informazioni su

Missione fallita per la Juve in Champions esclusa dal Lione, Sarri invece del pass per la finale stacca quello per l’esonero  la Juventus batte il Lione (2-1) ma saluta la Champions agli ottavi tra rimpianti e recriminazioni. Un’eliminazione devastante con conseguenze su bilancio e guida tecnica: Sarri infatti pare avere le ore contate, all’orizzonte rispunta Inzaghi, al momento favorito per la panchina bianconera, davanti a Zidane, Paulo Sousa e Pochettino. Agnelli non si è fatto condizionare dall’emotività di un’eliminazione, ma avrebbe ponderato la decisione negli ultimi mesi, a partire dall’eliminazione in Supercoppa e in Coppa Italia, e i risultati deludenti di un finale di stagione complicato. Lo scudetto è troppo poco per una Juve abituata a puntare decisamente più in alto, Sarri paga anche un rapporto complicato con lo spogliatoio (Ronaldo in primis ma non solo) e la mancanza di gioco e spettacolo, elementi che avrebbero dovuto essere il suo valore aggiunto. E invece sono venuti meno, proprio come i risultati, e in questo momento anche la posizione di Fabio Paratici (il primo sostenitore di Sarri) è in bilico. Doveva essere una rivoluzione, e invece la Juve si è dimostrata impermeabile al sarrismo, rigettandone i dogmi, troppo ancorata al suo DNA e ai suoi campioni per scendere a compromessi in nome del giochismo e del collettivo.
ARBITRO CONTESTATO
Contro il Lione sono mancati cuore e lucidità delle rimonte dell’anno scorso in Champions contro l’Atletico Madrid o quella di due anni fa al Bernabeu contro il Real Madrid. Le speranze vacillano dopo 12 minuti, un contatto difficile da valutare di Bernardeschi su Aouar in area per Zwayer vale il calcio di rigore che Depay (cucchiaio a Szczesny) trasforma in sentenza. L’impresa da complicata diventa quasi impossibile, anche perché in campo non c’è una Juve furente ma una squadra vulnerabile e pericolosa solo con spunti individuali: prima Ronaldo di testa, poi Bernardeschi (azione personale) infine una punizione di CR7 che esalta Lopes. Il pareggio arriva nel finale di primo tempo su un rigore (forse ancora più dubbio del primo) per braccio (sul corpo) di Depay in area. Ronaldo dal dischetto non sbaglia, ma c’è ancora una montagna da scalare. Suonano invece i violini di Garcia che come all’andata riesce a incartare i bianconeri, si prende una rivincita dopo gli anni alla Roma e riscatta in parte una stagione deludente chiusa in anticipo al 7° posto in campionato. Nella ripresa la Juve non trova il bandolo della matassa, gioca comunque sotto ritmo nonostante un possesso superiore ai francesi e in costante proiezione nella metà campo avversaria. Poi improvvisamente sale in cattedra Ronaldo, praticamente da solo, con un tiro di sinistro clamoroso da fuori area che piega le mani a Lopes. Il 2-1 serve per il morale e per tornare a crederci, CR7 suona la carica e la Juve sfiora due volte il gol qualificazione prima con una capocciata di Bonucci e poi con Higuain, Sarri getta nella mischia Dybala per un deludente Bernardeschi mentre Garcia cambia la coppia offensiva: dentro Adelaide e Dembélé. Ronaldo (sei partite a eliminazione diretta con la Juve e 7 gol) si danna e calamita ogni pallone offensivo, a un quarto d’ora dalla fine si procura un corner poi stacca in mezzo all’area e sfiora il tris. Il primo segnale di resa in campo arriva da Paulo Dybala, si ferma e chiede il cambio dopo una manciata di minuti, esce dal campo in lacrime, Ronaldo non basta, la Juve è fuori.
L’ALTRA GARA
Nell’altro ottavo giocato ieri, il Manchester City ha staccato il pass per Lisbona battendo 2-1 il Real Madrid al termine di 90′ giocati ad altissima intensità. Stasera Napoli – Barcellona

Più informazioni su

Commenti

Translate »