Lettere da Piano di Sorrento – E’ una malattia per ricchi?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO – “È UNA MALATTIA PER RICCHI?

È una malattia per ricchi questo coronavirus? È stato detto in un talkshow, qualche sera fa, in televisione.
E sì, pensate a quanto è avvenuto, recentemente in Sardegna, con la chiusura di una nota discoteca, con l’accertamento di vari contagiati, a cominciare dal proprietario e poi dai dipendenti.
E secondo voi, al S. Raffaele di Milano, dove sono stati ricoverati gli affetti da sintomi positivi, tutti hanno avuto lo stesso trattamento? Vale a dire, il proprietario, ben noto Big dell’imprenditoria, sarà curato e assistito nello stesso modo dei malcapitati suoi dipendenti (peraltro questi poveri cristi il virus lo hanno subito passivamente, non se lo sono procurati come gli imbecilli danzanti, i quali se lo sono prodotto per la loro incoscienza e stupidità) ? Certamente che no. Il proprietario ha affrontato l’Ospedale in corsia preferenziale, con tutte le attenzioni e le premure possibili. C’è poco da dire e da fare. Chi conta, cioè ha una forza economica non indifferente, avrà sempre un trattamento privilegiato, per gli altri, poveri cristi, vi è una simbolica fossa comune. È una ingiustizia sociale che non sarà mai cancellata nella storia dell’Umanità.
In questo mese di agosto di afa e con l’impressione che non abbia proprio intenzione di piovere, il virus, quel maledetto spiritello, con tanto di “corona”, continua a tessere la sua rete di contagi.
Si tratta dello stesso virus che ci ha colpiti all’inizio della pandemia. La recrudescenza di questi giorni, con nuovi focolai e aumento dei contagi, non deve far pensare ad una nuova “ondata” che si prevedeva a fine estate e agli inizi di settembre. No! Assolutamente no! È lo stesso flagello che si è abbattuto su di noi sin dall’inizio e che, pare, circolasse sin dal dicembre scorso. Purtroppo le numerose vittime che ci sono state sono una pagina triste, molto triste del nostro firmamento democratico, una orribile morte in solitudine.
Il turismo in Penisola Sorrentina è in ginocchio e l’economia è fortemente compromessa. I giovani, senza volerne fare un capro espiatorio come ha fatto certa stampa, continuano a fare spavaldamente gli idioti con una condotta imprudente e non rispettando le regole. È doloroso dover parlare ancora di questo virus che ci ha logorato anche il sistema nervoso ma mai come in questo momento dobbiamo abbassare la guardia, pensando alle elezioni regionali o alle scaramucce fra i politici. La prossima riapertura delle scuole desta grande apprensione e timore, e facciamo fatica a pensare alle modalità di rispetto prudenziali, suggerite per la scolaresca e per il personale degli Istituti, con la responsabilità dei Presidi e tutto il resto. Per quanto ci riguarda, dobbiamo cucirci addosso un abito adatto alla convivenza virus, cambiando, ove necessario, il sistema e il tenore di vita, e convincendoci, una volta e per tutte, che non possiamo più vivere come prima.

(avv. Augusto Maresca)

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