Covid-19, l’infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli: “Gli asintomatici sono contagiosi e rappresentano un pericolo per i soggetti a rischio”

Il dott. Alessandro Perrella, medico infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli, in un’intervista rilasciata al sito Fanpage, spiega come in questa seconda fase del Coronavirus siano presenti molti asintomatici con un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni. Trattandosi nella maggior parte dei casi di soggetti sani il loro organismo risponde meglio all’infezione. E mette in guardia sottolineando come il fatto di essere asintomatico non significhi non costituire un pericolo per gli altri, perché gli asintomatici sono contagiosi e sono i maggiori diffusori del virus rischiando di trasmettere il virus a soggetti più deboli, come ad esempio gli anziani o coloro che sono affetti da patologie croniche che, dopo aver contratto il virus, potrebbero presentare una sintomatologia tale da richiedere il ricovero ospedaliero.

Il Dott. Perrella, sul motivo del recente aumento degli asintomatici, precisa che il virus si è adattato all’organismo ospite, dopo aver fatto il salto di specie. Questi asintomatici sono in prevalenza nella fascia di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Tendenzialmente soggetti sani che non hanno storie di patologie con morbilità croniche e di conseguenza che hanno una buona capacità di rispondere all’infezione. Questo non determina una situazione di manifestazioni cliniche allarmanti, ma una sintomatologia molto più lieve. Ecco perché in questa fase vediamo molti contagi, ma poche ospedalizzazioni e un numero esiguo di persone in terapia intensiva. Ciò non vuol dire, però, che il virus è diventato più buono.

Il problema degli asintomatici è proprio legato al fatto che, non presentando alcun sintomo evidente, non sanno di essere positivi e vanno in giro senza limitazioni e spesso senza precauzioni rischiando di diffondere il virus.

E’ per questo che diventa fondamentale cercare di individuare i soggetti asintomatici, magari attraverso il tracciamento dei contatti delle persone risultate positive.

Soprattutto è importante arginare la diffusione del virus in vista dell’arrivo della stagione autunnale che potrebbe vedere l’arrivo di una seconda ondata che preoccupa molto soprattutto perché si entra in un periodo dell’anno caratterizzato già dalle patologie stagionali come bronchiti e polmoniti. Ma anche dall’arrivo dell’influenza stagionale che potrebbe rappresentare un altro fattore di rischio per i soggetti deboli e che va ad unirsi al pericolo del contagio da Coronavirus.

E’ per questo che l’invito che si rivolge ai cittadini è quello di essere responsabili e, nel caso in cui siano stati in luoghi a rischio, di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti anche se non si presentano sintomi, al fine di essere sottoposti agli esami del caso, evitando nel frattempo di andare in giro.

Dobbiamo usare prudenza e continuare a convivere con il Coronavirus fino a quando non sarà disponibile un vaccino, ovvero almeno fino alla primavera 2021.

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