Covid-19 e turismo in costa di Sorrento, a luglio crollo prenotazioni del 51%

Drammatici dati dell’osservatorio turistico alberghiero Federalberghi per il mese di luglio Il presidente Bocca: «Una catastrofe non superabile con le briciole erogate dallo Stato». Ecco cosa scrive Elena Pontoriero per Metropolis in edicola oggi.

Turismo al collasso, un calo del 51% registrato nel mese di luglio in Penisola Sorrentina. Una percentuale drammatica che continua a far temere il peggio. A mancare non sono soltanto i turisti stranieri ma anche gli italiani, allontanati dalle località maggiormente gettonate, a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso.

A fare la voce grossa è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che bacchetta senza mezzi termini il governo centrale: «Una tale catastrofe non può essere curata con i pannicelli caldi che abbiamo intravisto nelle bozze del decreto che il Governo si appresta ad emanare. Chiediamo, invece, una risposta concreta e tempestiva prima che sia troppo tardi». Così Bocca commenta le risultanze dell’osservatorio turistico alberghiero di Federalberghi, che da oltre trent’anni monitora mensilmente il mercato, ed ha registrato un crollo vertiginoso anche nel mese di luglio, con un calo delle presenze del 51%.

Gli stranieri continuano a latitare (meno 76,4%) e il calo a doppia cifra interessa anche gli italiani (meno 24,5%). Ancor più tragico è il consuntivo dei primi sette mesi: nel periodo che va da gennaio a luglio le presenze sono calate del 67%, con una riduzione del 57,5% dei turisti italiani e del 76,7% dei turisti stranieri. Ad oggi, le strutture turistico ricettive italiane hanno perso oltre 159 milioni di presenze, e le proiezioni sull’intero 2020 dicono che ne andranno in fumo ulteriori 116 milioni.

«Alcuni punti del provvedimento sono a dir poco deludenti e – prosegue il presidente del settore Bernabò Bocca – se non interverranno modifiche arrecheranno ben pochi giovamenti alle imprese del turismo. Ad esempio, riservare gli esoneri contributivi alle imprese che cessano del tutto il ricorso alla cassa integrazione, significa non aver capito che l’uscita dal pantano sarà faticosa e graduale: non è realistico pensare che un albergo dall’oggi al domani possa richiamare in servizio tutto il personale. E se sarà confermato l’intendimento di riconoscere gli incentivi unicamente per le assunzioni a tempo indeterminato, saranno escluse tutte le attività stagionali». «Da mesi ci sgoliamo per chiedere di correggere una formulazione della norma sull’Imu, per tener conto delle esigenze delle imprese in affitto. È esasperante constatare la disattenzione che si registra nei confronti di questo problema. Chiediamo inoltre che i bar e i ristoranti degli alberghi non vengano discriminati e possano godere delle medesime agevolazioni che sono state previste per tutti gli altri pubblici esercizi e per gli agriturismo», conclude il presidente di Federalberghi Bocca.

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