Coronavirus. Incubo focolaio a Santa Maria la Carità: chiude un agriturismo

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Coronavirus. Incubo focolaio a Santa Maria la Carità: chiude un agriturismo.

Incubo focolai sui Lattari, chiusa una struttura ricettiva anche a Santa Maria la Carità. In via precauzionale i gestori della Fattoria di Nonno Gildo, sita in via Motta Carità, hanno provveduto a serrare le porte del locale per una urgente sanificazione. Ad annunciarle lo stop dell’attività sono stati i titolari dell’agriturismo, con un post sui social: «Abbiamo appreso di un caso di positività al Covid-19 di una persona a noi vicina – spiegano – Per la salvaguardia della salute nostra, del nostro staff e soprattutto della nostra clientela abbiamo tempestivamente proceduto ad effettuare i tamponi. Pur non avendo avuto nessun obbligo di chiusura da parte delle autorità, in via precauzionale, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente la nostra attività in attesa di avere gli esiti dei tamponi effettuati. La salute viene prima di tutto», poi la rassicurazione «vi aggiorneremo appena avremo notizie». Unico caso positivo riscontato, per adesso, a sul territorio di Santa Maria la Carità e “importato” dal vicino Comune di Sant’Antonio Abate. Nessuna colpa, sia chiaro, purtroppo la diffusione del virus è ancora rapida e soprattutto, nel momento attuale, più difficile da riscontrare velocemente, data l’alta percentuale di asintomatici rispetto ai casi positivi più gravi.

E’ quanto venuto fuori, infatti, dai tamponi a tappeto effettuati nei sette Comuni dei Lattari: dai focolai della Sonrisa e di Villa Palmentiello, su un totale di 26 contagiati, in 5 sono stati ricoverati presso l’ospedale Cotugno di Napoli in terapia subintensiva (di cui 4 dipendenti della struttura e un cantante stabiese). Per tutti le condizioni di salute sembrano migliorare, ma restano ancora sotto osservazione fino ai due tamponi di rito che dovranno dare esito positivo per sperare, poi, nelle dimissioni. A Gragnano, invece, una lieve febbre aveva allertato uno dei 5 ragazzi provenienti da Malta. Il gruppo di vacanzieri si era autodenunciato all’arrivo in attesa dei test. Tutti positivi e già in isolamento dal giorno del rientro. Di 15 contagiati residenti nella città della pasta, molti sono stati a contatto con i positivi di una delle due strutture abatesi focolaio, tra dipendenti e ospiti delle cerimonie. Uno soltanto, però, ha aumentato il livello di allerta. A chiudere, infatti, è stato anche il bar Mon Amour di via Sorrentino, punto di ritrovo dei dipendenti della vicina banca, di tanti avvocati diretti nelle aule dell’ufficio del Giudice di Pace che resta a pochi metri e frequentato anche da politici e comunali. Anche uno dei titolari è stato sottoposto a tampone e risultato positivi. Restano tre, invece, i contagi registrati nel Comune di Lettere, due dei quali collegati a Villa Palmentiello, mentre uno soltanto scoperto al rientro dalla Grecia di una cittadina che si era autodenunciata e sottoposta al test.

Fonte Metropolis

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