Coronavirus, Campania. Tamponi, Asl in affanno: aumentano i test fatti ma si allungano i tempi

Coronavirus, Campania. Tamponi, Asl in affanno: aumentano i test fatti ma si allungano i tempi.

L’esito sprint del tampone per Belen ha scatenato la polemica sui tempi dell’esame per scoprire se si è o meno positivi. La showgirl ha conosciuto il risultato la sera stessa del suo arrivo a Capri e lo ha pubblicato sul Instagram. ll tampone è stato eseguito da personale della Asl Napoli 1 centro ed è stato processato all’ospedale San Paolo di Napoli, risultando negativo.
LA PROCEDURA«La procedura non è stata differente da quella di altre persone che rientrano dall’estero e che soggiornano a Capri fanno sapere dalla Asl – con ospiti che vengono sorvegliati al loro arrivo e che ottengono le risposte nello stesso giorno, entro 12-18 ore, secondo l’orario di arrivo del corriere che trasporta il campione. Questo in base al protocollo Capri Sicura siglato nelle settimane scorse dalla Asl Napoli 1, con le amministrazioni cittadine di Capri e Anacapri, iter teso a scongiurare focolai e cluster su un’isola che è una comunità ristretta peraltro meta di turisti da tutto il mondo e che ha consentito di rendere la perla del golfo Covid free». Ieri sono 12 gli esiti tutti negativi di persone giunte sull’isola dall’estero».
NESSUN FAVORITISMO Insomma nessun favoritismo o corsia preferenziale bensì una procedura alternativa al tampone che viene effettuato in aeroporto, a Capodichino, oppure tramite prenotazione sulla mail fornita dalle Asl. Il prelievo è in questo caso assicurato in aeroporto entro 40 minuti dall’arrivo di un volo da qualunque località estera ovvero presso le sedi indicate da ciascuna Asl il giorno dopo la prenotazione effettuata sulla mail di riferimento. Procedure che però prestano il fianco a diversi nodi irrisolti, soprattutto riguardo ai modi e ai tempi di comunicazione degli esiti (positivi o negativi che siano) ma anche relativi ai comportamenti dei viaggiatori che spesso considerano il tampone una mera formalità e che dunque nell’attesa del risultato non si attengono all’isolamento previsto espressamente dall’ordinanza regionale che infatti consente di liberare dalla quarantena domiciliare la persona sottoposta al test di screening solo all’esito negativo del prelievo nasofaringeo.
SCENARIO COMPLESSO Uno scenario organizzativamente già complesso che si è ulteriormente aggravato negli ultimi giorni a causa del progressivo aumento dei tamponi da processare dilatando i tempi per ottenere il risultato a una settimana anziché le 48/60 ore preventivate inizialmente. Tra l’altro la postazione Capodichino è gestita dall’Istituto Zooprofilattico che utilizza una piattaforma diversa da quella delle Asl. Pertanto la trasmissione dell’esito ai medici di famiglia (che accedono solo all’interfaccia regionale Sinfonia e che a loro volta lo comunicano ai propri assistititi) sconta un passaggio in più. Un eccesso di attesa che rischia di vanificare la regola della consegna in isolamento domiciliare di chi per incombenze di lavoro o per altri periodi di ferie già programmati, o anche soltanto per raggiungere la propria famiglia, dopo il rientro dall’estero, ha esigenza di spostarsi da casa. D’altro canto comportamenti fuori dalla regole di chi non si attiene alla quarantena rischiano di mandare all’aria il contenimento dei contagi cui mirano le analisi di screening. Le Asl peraltro non adottano protocolli omogenei e anche le istruzioni per l’uso dei tamponi (di screening o dei contatti dei positivi) non sono gli stessi e questo può alimentare la confusione.
IL CASO Alla postazione tamponi presso l’ospedale di Giugliano (Asl Napoli 2) ad esempio, dove vengono inviati gli utenti per i quali i medici di famiglia prenotano i test diagnostici (oltre che quelli di screening) a un paziente con febbre e raffreddore è stato detto nei giorni scorsi (erroneamente) che il risultato sarebbe stato trasmesso tramite il proprio medico ma solo se positivo e che se non avesse avuto alcuna risposta dopo 48 ore poteva ritenersi libero. Nulla di più falso: la persona (poi risultata positiva) sarebbe dovuta restare invece in isolamento domiciliare fino a tampone negativo. La Asl è corsa ai ripari approntando una locandina scritta su come comportarsi che sarà consegnata a tutti coloro che effettuano il tampone. Problemi che a macchia di leopardo si registrano anche in altre Asl segnatamente alla Asl Napoli 3 sud e a Napoli città. Entrambe negli ultimi giorni hanno potenziato i servizi per rispondere alle migliaia di richieste giornaliere. Va infine ricordato che mentre i tamponi di screening fatti in aeroporto o recandosi alla Asl dopo la mail vengono fatti subito quelli previsti per i contatti dei positivi devono aspettare il periodo finestra del virus (mediamente una settimana dal contatto a rischio) e poi osservare una diversa procedura con invio a domicilio di una equipe delle Usca con un’attesa di almeno 2 o 3 giorni dalla richiesta a cui segue un’ulteriore limbo di 3 o 4 giorni per l’esito.

Fonte Il Mattino

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