Castellammare di Stabia e l’emergenza aggressioni: sono 4 in 10 giorni

Castellammare di Stabia vive un sos sicurezza che dura da quasi 40 anni. Una spia che si accende e si spegne ciclicamente, in base alla gravità degli episodi di violenza e all’effetto mediatico che riescono a generare. Lo scrivono i colleghi di Metropolis in edicola oggi, in un’analisi degli avvenimenti recenti che hanno scosso gli stabiesi.

Nessuna amministrazione comunale è mai riuscita ad affrontare questa piaga e a dare una parvenza di sicurezza in città; mentre le istituzioni hanno sempre avuto un atteggiamento attendista davanti all’evidenza di un territorio che necessita di un’attenzione particolare e di un’attività di repressione più incisiva. Chi è cresciuto negli anni ’80-’90 ricorda che il marciapiede del liceo classico di Castellammare di Stabia era il ring dove quasi ogni sera si affrontavano i giovani a colpi di pugni, calci e qualsiasi altra arma disponibile.

Oggi il lungomare – inteso come il tratto che va dall’hotel Miramare fino all’Acqua della Madonna è sicuramente la zona più a rischio. Ma la spirale di violenza generata anche da un disagio sociale crescente ha finito per allargare i campi di battaglia. Nelle ultime due settimane si sono verificati quattro gravi episodi di violenza: un dodicenne accoltellato su un campo di calcetto in via Fossa Luna (l’autore è tuttora ricercato); una diciottenne accoltellata nel parcheggio di un ristorante in via De Gasperi (si indaga su 2 donne); il carabiniere Giovanni Ballarò massacrato di botte in piazza Principe Amedeo dopo essere intervenuto per sedare una lite per motivi di viabilità (6 aggressori sono stati identificati, 4 sono in carcere); il dipendente di un parcheggio pestato a sangue da 5 belve per ora ignote.

Episodi che hanno fatto riaccendere la spia dell’emergenza sicurezza. Una spia che tornerà a spegnersi e poi a riaccendersi. Almeno fino a quando non sarà avviata un’azione su più livelli, per risolvere il problema.

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