Capri. Guido Lembo: «Mai vissuto un’estate così strana dal 73. Questa pandemia fa più paura del colera»

Capri. Guido Lembo: «Mai vissuto un’estate così strana dal 73. Questa pandemia fa più paura del colera».

Guido Lembo, il cantore delle notti capresi, non riesce a stare lontano dalla sua chitarra: la imbraccia anche quando si trova sulla terrazza di casa. Anche ora che dopo 26 anni interrompe il rito di ogni sera e non scende più nella sua «Anema e Core», uno dei locali più celebrati dell’isola che da ieri sera autonomamente ha deciso di lasciare chiuso. La decisione è arrivata dopo le limitazioni inserite nell’ordinanza firmata dal ministro Speranza che mutano l’anima del locale. Ecco l’intervista del Mattino.
Avrebbe mai pensato di starsene a riposo a casa, in pieno agosto con il suo locale chiuso?
«Tutto avrei pensato tranne quello di chiudere il mio locale a causa di un motivo così grave come è la pandemia che ha investito il mondo intero. Avevo sempre immaginato che un eventuale chiusura sarebbe potuta avvenire per il sovraffollamento, per una piccola rissa, per motivi futili insomma ma non legati alla salute e alla sopravvivenza di vite umane».
Si è fermata la movida notturna di Capri autonomamente, ricorda qualche episodio simile accaduto in passato?
«Sì, quando un giorno in pieno agosto, era il 1973, a Napoli scoppiò il colera e l’eco arrivò a Capri. Anche se non ci furono casi l’isola si svuotò in un baleno e per le strade camminavamo solo noi capresi, soli e con tanta paura. Io suonavo al Guarracino, la taverna all’inizio di via Castiglione, insieme ai miei due fratelli Gianni e Bruno e quella sera aprimmo ugualmente e dovemmo constatare che dai grandi numeri di frequentatori dei giorni precedenti si era passati a pochissime presenze».
Oggi a distanza di quasi mezzo secolo può mettere a confronto i due momenti?
«No, quello di oggi è diverso perché adesso la pandemia è globale e quindi è molto più difficile difenderci da un nemico che sembra troppo forte da affrontare».
Se la chiusura dovesse protrarsi lei ha già qualche idea affinché le notti sull’isola non si spengano?
«Sì, io ho tante idee. Infatti 26 anni orsono, quando aprii l’Anema e Core, lanciai la Taverna del secondo millennio con un nuovo modo di fare intrattenimento musicale e fu un successo che continua ancora. Per cambiare bisogna vedere se le nuove idee vengono accettate, apprezzate e seguite dal pubblico».
A proposito del pubblico, ha avuto telefonate dai suoi clienti-amici, Vip e non?
«A decine. Proprio ieri mattina una delle ultime l’ho avuta dall’ormai e posso dire amico Diego Della Valle. Mi ha telefonato dal suo yacht a largo della Sardegna per incoraggiarmi ed incitarmi a non abbattermi. Mi ha detto prendila con filosofia. Poi mi ha promesso che appena rientrerà a Capri ci incontreremo in Taverna così come abbiamo fatto nel primo giorno di riapertura dell’Anema e Core non appena le leggi l’hanno consentito, dopo il lunghissimo lockdown. Proprio in questa strana estate ho avuto tantissime chiamate di solidarietà, messaggi e whatsapp anche dai miei clienti stranieri e poi un lungo elenco di amici di sempre e tra questi non mi hanno fatto mancare il loro affetto Luca Cordero di Montezemolo e Fiona Swarovski, i più storici e fedeli tavernicoli insieme a Diego. Stamane dopo la mia decisione di chiusura temporanei ho ricevuto la chiamata da parte di Renzo Rosso, Fondatore della Diesel, una delle griffe più note in tutto il mondo e presidente della holding che controlla i marchi di moda e tra questi Maison Margiela, con interessi anche nel calcio con la società calcistica L.R. Vicenza, e con lui anche l’AD di Moncler Remo Ruffini ed i due imprenditori di brand di lusso del fashion mi hanno esortato a non mollare».
Cosa rappresenta per queste persone l’Anema e Core?
«Per tutta questa gente l’Anema e Core è un’icona di divertimento puro, che non può mancare nelle lunghe notti della loro vacanza caprese».

Fonte Il Mattino

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